Il rifugio Nido del Biancone sarà gestito fino al 2028 dall’imprenditore Roberto Ghio, titolare dell’aziende vitivinicola Piemontemare. La struttura, aperta nelle ex scuole di Capanne di Marcarolo, frazione di Bosio, è proprietà delle Aree Protette Appennino Piemontese, ente che ha rinnovato l’affidamento in gestione per il prossimo triennio in virtù del bilancio positivo dell’attività, con un soggiorno di circa 200 ospiti nella struttura nell’ultimo triennio, con diverse presenze italiane e straniere.
“D’altronde – spiegano dalle Aree protette -, lo slow tourism, ovvero la ricerca di esperienze autentiche nell’ambito di un turismo sostenibile e responsabile, si riconferma quale fenomeno in crescita nell’ambito degli interessi dei viaggiatori, sempre più attratti da perle di storia locale e bellezza paesaggistica, veri tesori generosamente disseminati lungo il Cammino del Piemonte Sud, ove il “Nido del Biancone” rappresenta una comoda e meritata sosta”.
L’obiettivo dell’ente per i prossimi anni, in accordo con la volontà del gestore, è “potenziare ulteriormente la fruizione del rifugio, favorendo un afflusso crescente di escursionisti e pernottamenti nel rispetto del Piano di gestione del Parco naturale Capanne di Marcarolo, e in continuità con gli obbiettivi del precedente progetto di gestione“. Le Aree protette ritengono “fondamentale sviluppare e rafforzare la collaborazione con le realtà del territorio per costruire un sistema integrato di promozione, accoglienza e attività escursionistiche che valorizzi l’intera area del Parco Capanne di Marcarolo”.
Proprio il rifugio di Capanne è stato di recente attrezzato con Defibrillatore Automatico Esterno (DAE), acquisito dal Comune di Bosio. Un’iniziativa legata alla giornata nazionale promossa dal Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico e dal Club Alpino Italiano dedicata alla prevenzione degli incidenti in montagna durante la stagione invernale, il 18 gennaio scorso.
Il DAE è stato installato per la sicurezza di tutta la comunità e “rappresenta uno strumento tecnologico in grado di intervenire tempestivamente in una situazione in cui il tempo risulta un fattore fondamentale per la sopravvivenza di un individuo: il defibrillatore eroga una scarica elettrica al cuore del paziente per porre termine a un’aritmia o ad un arresto cardiaco mortale, rilevando automaticamente se è necessario o meno erogare quella determinata scarica. L’importanza di questa iniziativa per la comunità risiede soprattutto nella capacità di garantire un intervento immediato in un luogo, che per natura geografica, potrebbe richiedere tempi tecnici d’arrivo per i soccorsi tradizionali più lunghi. Avere a disposizione quindi DAE, permette di agire nei primi minuti dell’emergenza in corso”.
“Questa scelta – concludono da Bosio – si rivela essenziale non solo per la comunità, ma anche per escursionisti e visitatori di un’area che merita la giusta sicurezza e promozione per il territorio. L’Ente garantisce quindi un presidio sanitario fondamentale presso il Rifugio “Nido del Biancone” come punto di accoglienza e di primo soccorso, confermando l’impegno nel rendere la montagna un luogo accessibile e pronto a rispondere alle necessità dei suoi frequentatori”.









