Sotto il segno dell’internazionalità nasce la Comunità Slow Food del Montébore.

Operatori del settore lattiero caseario delle valli del tortonese e del novese, uniti nella realizzazione del progetto.

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Già nel 2017, al Congresso internazionale di Chengdu, Slow Food scelse di puntare al modello organizzativo della Comunità. Slow Food è un movimento globale che da sempre trae la sua forza nella rete a livello territoriale, ma che sa unire a livello internazionale centinaia di migliaia di persone di oltre 160 Paesi attraverso progetti, campagne e attività educative. Le Comunità sono una forma organizzativa aperta, che mette in comune esperienze, problemi, risorse, conoscenze.

Roberto Grattone e Agata Marchesotti
Roberto Grattone e Agata Marchesotti

Da sempre condividiamo questo modo di vivere e produrre. – Spiega Roberto Grattone  volto noto nel territorio per la sua storia strettamente legata al formaggio Montébore e oggi portavoce della Comunità Slow Food del Montebore. “Quando alla fine degli anni ’90 la mia compagna Agata ed io abbiamo iniziato la produzione del Montébore in Val Borbera, grazie alla  ricetta originale che ci ha svelato un’anziana signora, Carolina Bracco, abbiamo avviato da subito collaborazioni con gli allevatori del territorio per il reperimento del latte, condividendo con loro le sorti di questo formaggio che rischiava l’estinzione”.

Ha inizio quindi dalla cucina di una nonna, nata e cresciuta nel paese di Montebore, dal quale il formaggio prende il nome, l’avventura di questo cacio, dall’inconfondibile forma di torta nuziale, servito sulle tavole di mezzo mondo.

Il formaggio Montebore

Il concetto di comunità – continua Grattone – ha da sempre fatto parte del nostro modo di lavorare e produrre, creando legami seri e duraturi con tutti i protagonisti della filiera, dagli allevatori fino ai ristoratori. Insomma la Comunità in qualche modo è sempre esistita, ma ora è una realtà che vede nell’unione e nella cooperazione di tutti i protagonisti della filiera, una vera e propria sinergia che guarda al futuro. Non è stato facile e tutt’ora non lo è. Ci siamo scontrati con la realtà, con un continuo spopolamento delle zone rurali, con la difficoltà di reperire latte nella zona,  Con la crisi, non solo economica, causata dalla pandemia negli ultimi due anni.

Quindi la Comunità Slow Food Del Montebore è costituita dagli operatori della filiera che in questi anni hanno contribuito alla riscoperta del formaggio, ma l’obiettivo generale qual è?

Il paese di Montebore

L’obiettivo è creare un punto di aggregazione e condivisione delle problematiche che affliggono chi decide di vivere, coltivare, allevare, produrre, comunicare in queste Valli dell’Appennino Ligure- Piemontese che sono paesaggisticamente bellissime ma, purtroppo, in stato di abbandono. Nella prima riunione abbiamo discusso dei problemi del territorio, della scarsità di allevamenti e latte, del desiderio di creare nuove strutture per l’allevamento e del desiderio di riportare i giovani nelle valli. Abbiamo parlato del lavoro di commercianti e ristoratori che saranno parte attiva della Comunità in quanto primi consumatori e promotori dei prodotti del territorio.

Pecore al pascolo

La comunità sarà aperta a chiunque vorrà apportare il proprio contributo alla causa comune, per dare, supportare e sostenere insieme la sfida del movimento, quella di costruire, ognuno con i mezzi che ha, un mondo in cui ogni persona possa avere accesso a un cibo buono, pulito e giusto.”