Unione montana Dal Tobbio Al Colma: due anni di delibere impugnate al Tar.

Il Consigliere di minoranza Marco Mazzarello contesta la legittimità degli atti: “Nei Consigli i Comuni mandano consiglieri e assessori violando la legge solo per convenienza e per favorire Ravera”.

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Franco Ravera (in piedi), sindaco di Belforte
Franco Ravera (in piedi), all'epoca sindaco di Belforte, durante la presentazione dell'Unione Montana a Bosio

Potrebbe finire nel caos l’attività dell’Unione montana Dal Tobbio Al Colma se il Tar dovesse accogliere il ricorso annunciato da Marco Mazzarello, già presidente della Comunità montana Alta Val Lemme Alto Ovadese. L’ex sindaco di Mornese, dove ora è consigliere di minoranza, siede anche all’opposizione nel Consiglio dell’Unione creata nel 2013 tra Belforte Monferrato, Bosio, Casaleggio, Lerma e Montaldeo e poi allargata ad altri Comuni tra Val Lemme e Ovadese. Un ente che dal 2019 è guidato da Stefano Persano, sindaco di Bosio ma dove il “faro” di tutti gli amministratori è Franco Ravera, vicepresidente ed ex sindaco di Belforte Monferrato. Come ricorda Mazzarello, “nel 2019 l’Unione ha cercato di modificare lo statuto prevedendo anche dei delegati dei sindaci nel Consiglio ma la delibera non è mai stata approvata. Perché? Sarebbe stata contraria alla legge 267, che dice che le Unioni di Comuni sono enti locali. In questo caso, i sindaci non possono farsi delegare come avviene invece nei consorzi e devono essere solo i sindaci a rappresentare i Comuni”. Il tentativo di modificare lo statuto, sostiene Mazzarello, era motivato da una questione: “Ravera nel 2019 non si poteva più ricandidare come sindaco ma aveva comunque necessità di stare nell’Unione”. Una modifica dello Statuto “ad Ravera”?

Marco Mazzarello

Fatto sta che il Consiglio dell’Unione però non approvò, conscio del fatto che, come sottolinea il consigliere, la legge 267 degli enti locali, per l’appunto, non prevede delegati ma solo sindaci nel Consiglio dell’Unione. In realtà, dal 2019 a oggi, nell’assemblea si sono succeduti consiglieri e vicesindaci. Per questo, dice Mazzarello, “chiederò al Tar l’annullamento di tutte le delibere dell’Unione montana dal 2019 a oggi”. L’ex sindaco di Mornese si è già rivolto a un legale, Bruna Bruni di Alessandria, dopo le sue richieste di chiarimento durante le sedute del Consiglio, durante le quali persino il segretario dell’Unione, Gianfranco Ferraris, ha ammesso che i sindaci non possono delegare i consiglieri comunali, anche se ha assicurato che lo statuto è in fase di aggiornamento. Ravera ha ricordato che i Comuni di Belforte e Montaldeo hanno deliberato che i Comuni possono essere rappresentati dai consiglieri comunali ma lo statuto dell’Unione dispone diversamente e Mazzarello ha detto a chiare lettere che “l’Unione montana non sta rispettando le regole che si è data per convenienza e viene gestita come se fosse una pro loco”.