Una seduta del Consiglio durata appena un quarto d’ora per votare importanti modifiche allo statuto e una fondamentale istanza alla Regione con i documenti consegnati ai consiglierei appena un’ora prima. Succede a Carrosio, durante l’assemblea dell’Unione montana Val Lemme. Il 24 ottobre scorso i consiglieri hanno votato in 15 minuti appena alcune modifiche inserite nello statuto dell’ente, utili a presentare alla Regione la richiesta di un nuovo inserimento nella carta delle forme associative, necessaria a ottenere i fondi per organizzare i servizi associati per i cittadini. L’Unione, dopo l’uscita di Voltaggio nel 2022, passato all’Unione Valli Borbera e Spinti, era stata infatti cancellata dalla Carta e la Regione aveva azzerato i contributi poiché l’Unione era ridotta, con i soli Comuni di Carrosio, Fraconalto e Parodi, a meno di 1400 abitanti, molto lontano dal limite minimo di 3mila indicato dalla legge regionale.
Nessun dibattito su due punti fra i 6 consiglieri presenti, come sottolinea il verbale della delibera. Anche perché un consigliere di minoranza, Gianni Traverso, è arrivato in ritardo a seduta-lampo conclusa: si era infatti visto arrivare via mail gli atti relativi al punto 2, cioè la modifica dello Statuto, poco dopo le 17 dello stesso giorno, quindi meno di un’ora prima dell’inizio del Consiglio, situazione che causato proprio il ritardo di Traverso, che ha dovuto leggersi gli atti in pochissimo tempo. Quando è arrivato, la seduta era già chiusa. Il segretario dell’Unione ha però verbalizzato che “successivamente all’espressione del voto e pertanto alla chiusura del punto è entrato il Consigliere Traverso Giovanni Battista, in ritardo rispetto all’inizio della seduta previsto, in sede di convocazione, per le ore 18”.
Traverso ha lamentato il ritardo con cui sono stati consegnati gli atti, “affermando che già il termine ordinario di due giorni spesso crea difficoltà ai Consiglieri nell’essere idoneamente informati”. Il segretario si è preso la responsabilità dell’accaduto, “avendo dovuto lavorare ininterrottamente per la seduta odierna ormai da tempo“, pur essendo nota da tempo ai consiglieri la necessità delle modifiche allo statuto.
Il vicepresidente dell’Unione, Francesco Di Vanni, ha in sostanza ammesso che tutti i consiglieri, senza distinzioni, hanno ricevuto alla stessa ora, e di avere ricevuto nullaosta da tutti i rappresentanti di Fraconalto, “ma che la seduta attuale è di fondamentale importanza e urgenza“.
Infatti, pochi giorno dopo la Regione ha accolto l’istanza dell’Unione Val Lemme, inserendola nuovamente nella Carta delle forme associative, grazie alla quale, per tre anni, potrà ottenere nuovamente i fondi per i servizi associati, in attesa del ritorno di Voltaggio.
Bruno Merlo, consigliere di minoranza, commenta: “A fronte di queste tematiche ci si sarebbe aspettati che nel Consiglio si svolgesse un dibattito impegnativo, sui contenuti dell’istanza alla Regione la cui stesura è stata delegata al Segretario e sulle numerose problematiche che l’Unione deve affrontare. Quindici minuti, tanto è durato il Consiglio in oggetto, sembrano davvero pochi: in un quarto d’ora si è riusciti a fare appello, analisi, discussione e votazione di tre punti di cui due complessi, in un ente che sta navigando con non pochi problemi sia finanziari sia organizzativi come la costante difficoltà nei tempi di pubblicazione degli atti dimostra e come dimostrano il mancato rispetto delle scadenze di legge in ordine alla approvazione degli equilibri di bilancio 2024 e all’ approvazione del bilancio di previsione 2025 e del Rendiconto avvenuti questi ultimi ad agosto, oltre la metà dell’ esercizio finanziario in corso.
L’accoglimento dell’istanza da parte della Regione – conclude Merlo – non è sufficiente a risolvere le carenze gravi, in primis finanziarie e poi operative, e che non si possa quindi prescindere dal ritorno in Unione del Comune di Voltaggio che ha espresso oltre un anno fa “l’ intenzione di verificare se ci fossero le condizioni per farlo” ma non ha affatto “ deciso di recedere dall’Unione in cui si trova attualmente”, come invece si afferma nella istanza presentata alla Regione“.








