
L’immagine che più di tutte rappresentava Caterina Odino, la Catte, scomparsa in questi giorni a 92 anni, era stata scattata in piazza della Libertà, ad Alessandria, nell’estate del 2003, durante una delle tante manifestazioni a tutela delle sorgenti del Rollino, a rischio distruzione a causa del progetto della cava voluta dalla Cementir di Caltargirone e appoggiato da quasi tutto l’arco costituzionale, tranne che dai Comuni di Gavi e Carrosio, il suo paese. Quel giorno la Catte si era messa, insieme a tanti vallemmini, a battere letteralmente i coperchi davanti alla sede della Provincia e della Prefettura per chiamare le istituzioni alle loro responsabilità. Da poco tempo, infatti, il governo Berlusconi aveva emanato un decreto che faceva a pezzi la sentenza del Consiglio di Stato grazie alla quale il progetto era stato fermato. Per l’esecutivo, si poteva andare avanti, in barba alle leggi. La Catte aveva deciso di fare come in Argentina, dove i “cacerolaroz” protestavano contro i loro governanti utilizzando pentole e padelle, facendo rumore.
Anche per fermare il nefasto progetto della Cementir, oltre ai ricorsi legali, è stato necessario fare rumore e scendere in piazza, e la Catte era sempre presente per suonare la carica. Nel 2002, quando si seppe che la costruzione dell’acquedotto alternativo delle Acque Striate stava per iniziare, i cittadini organizzarono una protesta a Molini e poi in auto arrivarono a Voltaggio. Lungo la via principale sorpresero l’allora sindaco Consolato Repetto, grande sostenitore della cava: la Catte e altre “pasionarie” lo presero quasi di peso e lo portarono in municipio per fargli rendere conto di quanto stava succedendo.
Nelle estati del 2001 e del 2002 Caterina era sempre presente ai presidi organizzati a Molini per impedire la costruzione dell’acquedotto alternativo e ha sempre spronato tutti ad andare avanti, anche quando le forze dell’ordine militarizzarono la valle per far partire i lavori. Il circolo Val Lemme di Legambiente, di cui era socia, l’ha ricordata così: “Gli amici di Legambiente ricordano la cara Catte, la sua generosità, la bontà e l’entusiasmo con cui affrontava le cause in cui credeva“. Oggi, 28 gennaio, il funerale sarà celebrato alle 15,30 nella chiesa di Carrosio.







