Le norme europee valgono in Piemonte così come in Liguria, così la Seva di Milano, per la seconda volta, si è vista bocciare il suo progetto di impianto eolico sul crinale tra il Passo della Bocchetta e Fraconalto, composto da 5 aerogeneratori alti 180 metri. Il motivo è lo stesso utilizzato nella sentenza di un anno fa firmata dai giudici del Consiglio di Stato al quale la società si era rivolta contro il no della Regione Piemonte e delle Aree protette dell’Appennino Piemontese alle torri eoliche programmate sul territorio di Fraconalto: la distanza di almeno un chilometro dai confini della zona speciale di conservazione (Zsc) “Capanne di Marcarolo” va rispettata per tutelare la rotta migratoria degli uccelli che ogni anno transitano sull’Appennino. Anche stavolta a pronunciarsi sono stati i giudici del Consiglio di Stato: l’oggetto del contendere era un progetto in sostanza identico ma proposto a pochissima distanza dal precedente, nel Comune di Mignanego, in territorio genovese, sempre a meno di un chilometro dalla Zsc. A presentare il ricorso sono stati la Lipu e Pro Natura, che hanno impugnato davanti al Capo dello Stato l’autorizzazione ambientale rilasciata dalla Regione nel 2023, in barba alle norme europee e alla presenza dell’area istituita dall’Europa proprio per tutelare specie di uccelli come il biancone.

In questa occasione il Consiglio di Stato ha espresso solo un parere, comunque vincolante, al quale dovrà attenersi il ministero dell’Ambiente nell’atto conclusivo della procedura, accogliendo il ricorso e annullando gli atti della Regione Liguria la quale, seppure avvisata della validità delle leggi europee dalle associazioni e dalle Aree protette anche sul suo territorio, le aveva bellamente ignorate. La Regione non aveva infatti sottoposto il progetto allo studio di valutazione di incidenza, necessario per legge in presenza di aree protette e parchi, sostenendo che l’impianto industriale non avrebbe avuto impatto rilevanti. Inoltre, a settembre 2025, la Città metropolitana di Genova aveva rilasciato alla Seva l’autorizzazione unica al progetto, anche in questo caso nonostante le diffide delle associazioni.
La Seva aveva tentato di installare le torri nel territorio genovese confidando nelle maglie più larghe adottate dalla Regione Liguria. Ci aveva visto giusto ma, per fortuna, c’è chi ha fatto rispettare le leggi.








