Alluvione: rischio denuncia per il Comune, la Regione trova i soldi per i rifiuti

L'Arpa a dicembre aveva dato 120 giorni per smaltire il cumulo e contestato reati ambientali. Da Torino 133 mila euro.

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Il cumulo di rifiuti post alluvione a Gavi.

I soldi per smaltire i rifiuti post alluvione a Gavi ci sono ma gli amministratori e i tecnici comunali rischiano conseguenze penali.

La Regione ha concesso fondi per 133 mila euro dopo che l’Arpa, a dicembre, aveva contestato al Comune un’attività di gestione rifiuti non autorizzata. L’ammasso di terra e rifiuti, infatti non avrebbe potuto restare nel piazzale di fronte al cimitero per quasi due anni e mezzo: doveva essere smaltito prima per evitare appunto denunce o segnalazioni all’autorità giudiziaria. A fine anno è scattato l’ultimatum: l’intervento deve avvenire entro quattro mesi. Il Comune ha sempre negato, nonostante le analisi effettuate dall’Arpa, che nei 7 mila metri cubi di materiali ammassati ci fossero anche rifiuti e ha sostenuto di essere in possesso di analisi con risultati diversi, per altro mai esibite.

Ottenuto l’ok ai fondi dalla Regione, la giunta comunale il 23 marzo ha approvato il progetto esecutivo e ieri il Comune ha pubblicato l’ordinanza con la quale assegnano, in via di somma urgente (quindi senza alcuna gara con ribasso, come per la caserma dei carabinieri) i lavori di setacciatura e smaltimento dei materiali alla Gavi Escavazioni di Gavi (che si è proposta per l’intervento) e all’impresa Massucco Costruzioni di Cuneo, che fornirà l’impianto di selezione. L’amministrazione comunale ha richiesto all’Arpa una proroga ai 120 giorni concessi a dicembre (non ancora concessa), anche perché i lavori potranno partire solo dopo che la Provincia avrà autorizzato la Massucco Costruzioni a operare. Il Comune ha ordinato il via all’intervento entro 5 giorni dall’autorizzazione provinciale.