Il consigliere regionale Domenico Ravetti (Pd) ha interrogato in Consiglio regionale l’assessore alle Aree protette, Gallo, sul destino della presidenza dell’area protetta dell’Appennino piemontese. Emerge una nuova “scusa” da parte della Regione per motivare il no alla nomina di Gianni Repetto e procedere con un nuovo bando.
“Metto in fila le date – dice l’esponente dell’opposizione -: il 3 ottobre 2024, l’amministrazione regionale ha pubblicato il bando per acquisire le candidature a Presidente. Considerata la complessità del rinnovo delle cariche, il 22 gennaio 2025 la Giunta regionale ha disposto il commissariamento nominando quale Commissario il presidente in carica per 6 mesi. Il 21 luglio 2025 la Giunta regionale ha deliberato la proroga dell’incarico del commissario con la seguente motivazione “a causa del mancato raggiungimento dell’intesa fra la Regione e la Comunità delle aree protette in ordine al soggetto da nominare alla presidenza”.
Ma il 16 giugno scorso, prosegue Ravetti, “secondo un verbale ufficiale, i sindaci hanno trovato un’intesa su un unico nominativo, pur con preferenze iniziali differenti manifestate nella fase iniziale della discussione. Per logica, quindi, la Giunta regionale avrebbe potuto procedere con l’indicazione del nuovo Presidente. Perché ciò non è avvenuto?“.

La risposta della Giunta all’interrogazione recita: “Con la nota protocollo di ricezione numero 94637 del 23 giugno 2025 l’Ente di gestione delle Aree Protette dell’Appennino Piemontese ha trasmesso la Deliberazione n.3 del 16 giugno 2025 dove propone il nominativo del signor Gian Luigi Repetto per addivenire all’intesa con la Regione Piemonte per la nomina a Presidente. …Poiché l’intesa non è stata raggiunta nei termini indicati nell’articolo 14 comma 1 della legge regionale 19/2009 è in corso la riapertura dei termini per la presentazione delle candidature…”.
Quindi, sostiene Ravetti, “la Regione ammette che i sindaci hanno trovato un’intesa sul signor Gian Luigi Repetto ma che l’intesa stessa è stata comunicata oltre i termini previsti dalla Legge“.
Cosa dice l’art. 14? “Il presidente è nominato con decreto del Presidente della Giunta regionale, tra candidati con comprovata competenza e rappresentatività territoriale, d’intesa con le comunità delle aree protette. In caso di mancata intesa entro trenta giorni dalla richiesta formulata dalla Regione, il presidente è nominato con decreto motivato del Presidente della Giunta regionale.”
“Quindi – conclude il consigliere regionale Pd – non è vero che la Regione non ha ricevuto una indicazione condivisa dal territorio ma, almeno secondo la risposta alla mia interrogazione, ha ricevuto la comunicazione dopo i 30 giorni previsti dalla legge. Però la legge non prevede la riapertura dei termini per la presentazione delle candidature ma la nomina con decreto del Presidente della Giunta regionale“.








