Bosco, Comune e Mangini contro la “pollina”

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La “cacca” delle galline a Bosco Marengo fa litigare il Comune e la Mangini da una parte e l’azienda titolare del biogas di strada Ghiare dall’altra.

La Austep di Milano ha infatti richiesto alla Provincia l’autorizzazione a modificare le modalità di alimentazione dell’impianto realizzato nel 2012, già allora con non poche contestazioni, da una società legata al gruppo Gavio, che l’ha poi ceduto. L’obiettivo da subito era produrre energia elettrica dalla fermentazione da liquami, letame da allevamento e da insilato di mais, godendo degli incentivi statali per le energie rinnovabili.

La novità come si diceva, riguarda l’uso della pollina, un concime organico ottenuto dal riciclaggio per trattamento industriale delle deiezioni degli allevamenti di polli e galline, notoriamente puzzolente. Gli amministratori comunali temono appunto il diffondersi di odori in aggiunta a quelli già presenti, tenendo conto che l’impianto di strada Ghiare è il secondo in funzione non lontano dal paese. Per questo la giunta ha espresso parere negativo.

“Il bilancio ambientale – spiega il sindaco Gianfranco Gazzaniga – ad oggi già molto negativo, rischia di peggiorare con la pollina, oltretutto vicino alle scuole e a importanti industrie alimentari locali, senza contare l’aumento del traffico pesante per il trasporto”. Con queste e altre osservazioni, che verranno inserite in uno studio specifico da presentare alla Provincia, il Comune punta a stoppare l’iniziativa.

Lo stesso intende fare la Mangini, storica azienda locale, dove lavorano circa 30 persone. “La nostra attività – spiega il titolare, Luigi Mangini – rischia di essere compromessa dalla presenza degli odori della pollina, a rischio è soprattutto il cioccolato. Nel 2012 abbiamo ritirato il nostro ricorso contro l’apertura dell’impianto dopo aver ottenuto la garanzia che non avremmo avuto problemi. Ora ci risiamo. Siamo pronti a fare ricorso per tutelarci, come ha fatto la Novi contro il tonno”.

La Austep, invece, assicura che non ci sarà alcun disagio: “E’ previsto al massimo un solo trasporto di pollina a settimana, pari a sole 15 tonnellate, una quantità irrisoria rispetto al totale dei materiali utilizzati. L’uso della pollina permetterà di ridurre l’impiego di altri liquami e quindi ci sarà anche meno traffico, rispettando la normativa regionale. Gli odori? Nessuno dei nostri impianti provoca disagi”.