Si allungano i tempi dell’approvazione del Parco dell’alta Val Borbera da parte della Regione. Il primo settembre scorso, a Carrega Ligure, il presidente Sergio Chiamparino aveva annunciato “L’area protetta sarà approvata entro una, massimo due settimane, dalla giunta regionale. Poi la delibera sarà valutata in Commissione e in Consiglio, dove non ci saranno problemi”. Soltanto che nelle successive tre sedute di giunta il parco non è stato inserito all’ordine del giorno. L’area protetta è il cavallo di battaglia dell’amministrazione comunale di Carrega, guidata da Marco Guerrini, ed è considerata l’ultima ancora di salvezza di questo territorio montano pesantemente spopolato, poiché porterebbe fondi europei e turismo. Il Parco occuperebbe tutta la superficie del Comune, con un’area di pre-parco dove potranno cacciare solo i residenti, e al suo interno verrebbero messi in atto i piani di contenimento delle specie dannose per le attività agricole, come cinghiali e caprioli, come avviene con successo nel Parco Capanne di Marcarolo, che fa parte delle Aree protette dell’Appennino Piemontese, ente che ha già aperto una sede a Carrega in vista della gestione del Parco valborberino.

La Valle dei Campassi a Carrega Ligure
La Valle dei Campassi a Carrega Ligure

Non è dato sapere se il mancato rispetto dei tempi annunciati da parte di Chiamparino siano dettati da questioni tecniche o meno. Da Torino per ora spiegano che il Parco “sarà inserito in disegno di legge in via di stesura” ma sui tempi non vengono fornite certezze. Oltretutto, una bozza di disegno di legge era già pronta a fine luglio. Il rischio è che le associazioni venatorie si facciano sentire in Regione più di quanto non abbiano fatto finora. Federcaccia ha già fatto sapere di considerare il nuovo Parco uno spreco di risorse pubbliche mentre, in generale, i sodalizi dei cacciatori vedono le aree protette come un ostacolo poiché la fauna troverebbe rifugio al loro interno, tesi che viene utilizzata per spiegare anche il proliferare di caprioli e cinghiali, che in realtà vengono controllati dentro i parchi in maniera senz’altro più efficace che all’esterno. Più che in giunta, i timori dei promotori del Parco si concentrano sulla commissione Ambiente del Consiglio regionale, nonostante le rassicurazioni di quasi tutti i partiti sul sostegno al Parco. Anche perché un certo peso lo potrebbe avere il futuro presidente dell’Ambito territoriale di caccia (Atc) Al3, che governa l’attività venatoria tra Tortonese e Val Borbera, mentre quasi tutti i sindaci valborberini non appoggiano il progetto.

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