Bocche cucite da Cociv e Rfi sul costo del cantiere sulla strada provinciale 160 a Carrosio, riaperto ieri, 2 aprile, dopo dieci anni di senso unico alternato. I semafori sono stati tolti dopo l’asfaltatura ma la segnaletica è rimasta quella di cantiere poichè devono essere rifatte le barriere stradali verso il Lemme, dove è stata sistemata la frana caduta nel 2019 dopo l’allargamento della strada a monte richiesto dalla Provincia al Cociv come compensazione legata al Terzo valico.
Tra modifiche del progetto, imprese che hanno lasciato i lavori e presenza di amianto il cronoprogramma è continuamente saltato, senza mai dare spiegazioni chiare ai cittadini. Proprio l’amianto è stato probabilmente il problema maggiore, non previsto inizialmente anche se la sua presenza era nota da tempo, almeno dalla posa dell’acquedotto alternativo della Cementir. Cociv e Rfi però non spiegano i costi sostenuti dalle casse pubbliche per allargare circa 300 metri di strada e sistemare la frana. Un importo notevole potrebbe averlo avuto lo smaltimento dell’amianto, avvenuto sia per la costruzione del muro a monte sia nella posa dei micropali verso il Lemme.
Per il tratto della 160 la Provincia ha disposto quindi il ripristino della circolazione stradale a doppio senso di marcia ma con il limite di velocità a 30 km/h fino alla fine dei lavori di posa dei guard rail.








