Per i costi e la progettazione rivolgersi alla Provincia. La Regione non fa chiarezza sugli aspetti più importanti sul centro di documentazione della Benedicta e “scarica il barile” sulle risposte attese dalle interrogazioni presentate a gennaio dal consigliere regionale Daniele Valle. L’esponente del Pd aveva posto vari quesiti sulla situazione del cantiere ancora aperto a ridosso dei ruderi della cascina distrutta dai nazifascisti nel 1944, già costato per il primo lotto 810 mila euro. Valle aveva evidenziato come siano stati necessari sei anni per avere, nel 2016, il certificato di collaudo tecnico amministrativo dell’edificio, poi integrato da un altro documento nel 2017. Valle aveva anche chiesto chi avesse eseguito il collaudo, chi fosse il direttore dei lavori con relativo compenso. Inoltre, il consigliere regionale si era concentrato sulle cifre: il manufatto a oggi è già costato 1.875 euro al metro quadro e, con il secondo lotto da 750 mila euro, si arriverà alla bellezza di 3.750 euro a metro quadro.

Daniele Valle

Oltretutto, sosteneva Valle nelle interrogazioni, il manufatto attualmente “è in condizioni precarie e sono presenti numerose modifiche in corso d’opera che hanno completamente snaturato il progetto iniziale”. Infine, il consigliere regionale evidenziava che “la struttura di copertura prevista in lastre poggianti su travature di calcestruzzo è stata sostituita da una struttura in acciaio” e “il progetto prevedeva il riutilizzo delle antiche pietre dell’antico monastero della Benedicta”.

La Regione, precisamente l’assessore alla Cultura guidato da Antonella Parigi, nella sua risposta ricorda la firma, a fine 2018, di “un protocollo d’intesa con il quale l’ente regionale ha stanziato 500mila euro per il completamento dei lavori e l’allestimento del Centro di documentazione della Benedicta. Gli interventi saranno co-finanziati dalla provincia di Alessandria, che contribuirà con 250mila euro”. Cosa risaputa da tempo, mentre “in merito allo svolgimento dei lavori strutturali (primo lotto) e alla relativa valutazione d’impatto ambientale, oggetto della richiesta, la progettazione e la realizzazione delle opere sono demandate alla Provincia di Alessandria dalla stessa legge regionale istitutiva, la numero 1 del 2006, mentre la gestione dovrà essere affidata dagli enti locali competenti all’associazione Memoria della Benedicta”.

Antonella Parigi

Per questo, scrive ancora la Regione, “gli atti amministrativi relativi alla redazione e approvazione del progetto, oltre che alla realizzazione e collaudo dell’opera sono di esclusiva competenza della provincia di Alessandria. Per il primo lotto il settore regionale valorizzazione patrimonio culturale, musei e siti Unesco ha provveduto al controllo degli atti di rendicontazione e alla liquidazione degli acconti e del saldo del contributo previsto in legge”. Da Torino fanno chiarezza solo riguardo alle infiltrazioni di acqua dal tetto (“il tetto a prato è statp riparato dall’impresa esecutrice secondo le garanzie di legge nella primavera-estate 2018”) mentre “sulle pietre provenienti dall’antica struttura della Benedicta risulta che la sistemazione attuale con pietre non del territorio sia solo provvisoria; nell’ambito del progetto del secondo lotto è stata prevista una sistemazione definitiva della facciata conforme alle prescrizioni delle autorità di tutela competenti”.

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