Unire l’alta precisione ingegneristica alla chirurgia d’avanguardia per ricostruire la colonna vertebrale “su misura”. È questo il cuore dello straordinario intervento portato a termine con successo all’IRCCS Azienda Ospedaliero-Universitaria di Alessandria dall’équipe della Struttura Complessa di Neurochirurgia, diretta dal dottor Andrea Barbanera. Al centro del caso clinico un paziente affetto da una patologia complessa del rachide, per il quale le tradizionali tecniche operatorie avrebbero offerto margini di adattamento limitati. Da qui la scelta di percorrere una strada innovativa: la realizzazione e l’impianto di dispositivi protesici tailor-made, interamente progettati e costruiti attorno all’anatomia specifica della persona.
Se l’impiego di protesi personalizzate rappresenta una pratica già consolidata in determinati ambiti dell’ortopedia articolare, la sua applicazione alla colonna vertebrale costituisce una frontiera recente e altamente specialistica. Il percorso ha preso forma ben prima dell’ingresso in sala operatoria. I neurochirurghi hanno lavorato a stretto contatto con un team di ingegneri biomedicali, elaborando una dettagliata pianificazione virtuale. Grazie a modelli digitali avanzati, l’intervento è stato interamente simulato a computer: un passaggio fondamentale che ha permesso di studiare la traiettoria chirurgica ottimale e di sagomare una protesi millimetricamente fedele alla conformazione anatomica del paziente.
Durante l’operazione, la disponibilità di componenti su misura ha consentito all’équipe di operare con un grado di accuratezza difficilmente raggiungibile con la strumentazione standard, riducendo le criticità legate alle varianti anatomiche individuali e massimizzando l’efficacia del trattamento. L’operazione rappresenta uno dei primissimi casi in Italia in cui tale metodica viene impiegata nella chirurgia vertebrale. Un risultato che consolida il ruolo dell’AOU di Alessandria come centro di riferimento nazionale per il trattamento delle patologie complesse del rachide, testimoniando come la sinergia tra competenze cliniche, tecnologia digitale e bioingegneria stia ridisegnando gli orizzonti della medicina personalizzata.








