“Mio nonno è morto in guerra, o almeno così mi ha raccontato.
Ché in guerra se non morivi fisicamente, moriva comunque qualcosa dentro di te.
Mio nonno è morto in guerra, insieme a lui sono morti gli ideali.
Morto il fascismo, morto il comunismo.
Francia, Grecia, Albania, Russia.
Mio nonno ha fatto la Seconda guerra mondiale,
una maratona lungo l’Impero del Male.
Mio nonno è morto ogni volta che dal cielo un aereo ha sganciato
devastando una casa, un quartiere, un isolato
insieme a mio nonno sono morti tutti quelli che hanno creduto che non ci fosse un’altra soluzione
quelli che credevano che Patria non fosse solo una parola
per arringare un popolo da un balcone

Mio nonno è morto in guerra e una parte di lui è rimasta lì
stesa sul campo di battaglia ricoperta dalla neve e dai ghiacci della steppa russa
Mio nonno muore ogni giorno che qualcuno continua indisturbato a fare affari vendendo armi agli altri uomini, e renderli animali
e insieme a mio nonno muoiono ogni giorno i partigiani
i loro cadaveri umiliati, vilipesi, smembrati dalle parole a a serramanico di un politico
Mio nonno muore ogni volta che un crimine resta impunito,
ogni volta che un massacro di innocenti viene rimosso,
ogni volta che qualcuno senza vergogna sputa sulla nostra Costituzione,
Ogni volta che il silenzio discende sulle masse che non sanno.
ogni volta che un armadio viene girato con le ante verso il muro.
Ogni volta che un bambino viene mutilato da una mina che non sia di matita.
Mio nonno muore ancora di più in questi tempi di finta pace”.

Simone Cristicchi ieri, domenica 25 settembre, a cascina Moglioni (Capanne di Marcarolo”, ha dedicato questa sua canzone, “Mio nonno è morto in guerra”, ai partigiani caduti alla Benedicta nella Pasqua del 1944, uccisi dai nazifascisti. Il cantante, ospite della rassegna Attraverso festival, si è esibito davanti a circa 400 persone nei prati dell’ecomuseo, coinvolgendo il pubblico nelle canzoni che ha proposto, molte del suo repertorio, dedicate soprattutto agli anziani abbandonati nelle case di riposo e ai malati di mente. Ha cantato con i presenti, tra le altre, canzoni come “Ma se ghe penso” e “Io che amo solo te”, del grande Sergio Endrigo. Un bel momento di cultura nello scenario unico del Parco delle Capanne di Marcarolo.