Polveri dall'ex Cementir il 6 ottobre 2025

Per sei giorni, tra novembre e dicembre, gli arquatesi hanno respirato polveri Pm10 oltre i limiti di legge. Lo ha affermato la Regione rispondendo all’interrogazione presentata dal consigliere di opposizione Pasquale Coluccio (M5S) sulla situazione del cantiere delll’ex Cementir, depositata dopo l’ordinanza del Comune che ha a dicembre imposto nuovi controlli sui materiali accumulati durante l’abbattimento dello stabilimento da parte dell’impresa Bergamelli di Bergamo, incaricata dalla proprietà del sito, la Paullo Investimenti.

Il mese scorso, in base alle relazioni di Arpa e Asl scritte dopo le proteste degli abitanti dello scorso autunno, il Comune aveva vietato la movimentazione dei cumuli di detriti in attesa delle analisi richieste alla proprietà, per ricercare, tra l’altro, la presenza eventuale di amianto. Amianto che, secondo quanto afferma la società su La Stampa, non sarebbe stato trovato.

Invece, in base a quanto detto dalla Regione in Consiglio regionale, ci sono stati superamenti dei limiti nelle emissioni di polveri. L’Arpa, tramite le centraline presenti vicino all’ex Cementir, ha rilevato, dal 27 ottobre al 6 gennaio, valori oltre il limite giornaliero di 50 microgrammi per metro cubo per 5 giorni nel mese di novembre e per una giornata a dicembre. Quindi, quasi due mesi dopo l’episodio del 6 ottobre, quando il crollo di un edificio in demolizione ha prodotto una nube di polvere visibile a chilometri di distanza, investendo abitazioni e attività commerciali limitrofe, causando anche malesseri fra i cittadini. Nelle giornate del 12 e 14 novembre, soprattutto, le centraline hanno evidenziato concentrazioni di polveri addirittura di 84 e 98 microgrammi per metro cubo.

Dati che sono stati resi pubblici solo adesso e che non risultano pubblicati né dall’Arpa né dal Comune.

La Regione ha infine ricordato le sanzioni comminate all’azienda dall’Asl per le carenze nel contenimento delle polveri, che hanno interessato anche i lavoratori del cantiere.

Coluccio dice: “La Giunta Cirio, rispondendo al mio question time, ha confermato gli sforamenti dei limiti di PM10 su diverse giornate, nonché carenze nelle misure adottate per tutelare la salute dei lavoratori nel sito. Il problema è sempre lo stesso: la politica, il governo del territorio, arriva tardi, quando il danno ormai è irrecuperabile. In un territorio già ricco di emergenze ambientali e di inquinamento, la politica dovrebbe fare di più, con controlli capillari, rigorosi e costanti e qualche volta prevenire”. Il Consigliere regionale  afferma inoltre la necessità di ottenere risposte anche all’interrogazione ordinaria sull’amianto nelle cave del Terzo valico. “Aspettiamo ormai da oltre 100 giorni. Ho sollecitato formalmente una risposta puntuale con una lettera al presidente del Consiglio, non possiamo più attendere”.