Il calcio giovanile non è più un luogo sacro per la crescita e l’educazione, ma un’arena di inaudita violenza! Come si può tollerare che i campi da gioco, dove i nostri ragazzi dovrebbero imparare il rispetto e la sana competizione, si trasformino in teatri di scontri selvaggi? Il Comune di Novi Ligure, con un comunicato, ha espresso una ferma condanna per i gravi episodi verificatisi durante l’incontro calcistico Under 16 tra Acqui e Novese. Ma non basta la condanna, serve un’azione immediata!
Le parole dell’Assessore allo Sport, Stefano Moro, non lasciano spazio a interpretazioni: «Quanto accaduto assume particolare gravità poiché coinvolge atleti minorenni e si è verificato in un contesto che dovrebbe essere esclusivamente dedicato alla crescita sportiva ed educativa dei giovani». L’Assessore coglie il punto nevralgico: è un tradimento del ruolo educativo dello sport! Chi ha permesso che questo accadesse ha fallito nel suo compito più elementare. Esprimiamo piena solidarietà ai ragazzi coinvolti, alle loro famiglie e alla società sportiva Novese. Ma la solidarietà deve essere accompagnata da una richiesta perentoria: fare piena chiarezza! Le autorità competenti e gli organi federali preposti devono agire con il massimo rigore, senza sconti.
Il richiamo del Comune al ruolo fondamentale delle società sportive e delle federazioni è un monito che non può cadere nel vuoto. Dove sono finite le garanzie di un clima di rispetto, correttezza e sicurezza? Lo sport giovanile, come giustamente conclude l’Assessore Moro, «rappresenta un presidio educativo fondamentale per la comunità e deve rimanere un luogo di formazione, confronto e inclusione, nel quale non trovino spazio comportamenti violenti o intimidatori».
La violenza è un cancro che va estirpato alla radice. Chiunque sia responsabile di aver profanato l’ambiente educativo dei nostri ragazzi deve risponderne con la massima severità.








