Far rispettare la legge? “Non si può, bloccherebbe il Terzo valico”.

Fanno discutere le parole dell'assessore regionale Tronzano in risposta al documento dei 5 stelle che proponeva sanzioni e revoche per il mancato rispetto delle prescrizioni imposte dalla Regione, come nel caso del trasporto ferro gomma dello smarino della nuova linea ferroviaria.

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Un intervento di poche decine di secondi ma che dimostra una volta per tutte l’atteggiamento della Regione verso il Cociv e il Terzo valico. L’assessore regionale Andrea Tronzano ha liquidato in fretta e furia l’ordine del giorno proposto in Consiglio regionale da Sean Sacco che prevedeva “una semplice ed ovvia richiesta: introdurre, con tempistiche certe, strumenti come diffida, revoca e sanzione nei confronti di chi non ottempera alle prescrizioni contenute nei documenti autorizzativi del piano di reperimento e di gestione dei materiali litoidi occorrenti per la realizzazione di opere pubbliche, previsto dalla l.r. 23/2016 “Disciplina delle attività estrattive: disposizioni in materia di cave”. Qualcosa di assolutamente normale in uno Stato di diritto, già prevista in altre normative regionali”. La questione riguarda il rispetto delle prescrizioni volute dalla Regione stessa nel 2017 per autorizzare il nuovo piano cave del Terzo valico. Fra queste, la costruzione di un raccordo ferroviario ad Arquata Scrivia per trasportare sui treni una parte delle rocce scavate su ferro e mettere così meno camion sulle strade per trasferire lo smarino nelle cave di deposito in pianura. Il Cociv in quattro anni sembra aver fatto finta di nulla e ha persino impugnato la prescrizione per ottenerne l’annullamento. Il Tar alla fine dello scorso anno ha però stabilito che la regola era legittima.

Andrea Tronzano

La Regione si è però limitata ad annunciare una diffida, la seconda dopo quella del 2018, pur sapendo di non poter fare nulla poichè la legge regionale del 2016 sulle cave non  prevede nè sanzioni nè revoche delle autorizzazioni per chi fa il furbo. Per questo, Sacco aveva proposto di modificare la legge ma Tronzano ha detto, a chiare lettere che far rispettare le prescrizioni contenute nell’autorizzazione regionale al piano di reperimento e di gestione dei materiali litoidi rilasciata a Cociv “significherebbe bloccare il Terzo Valico e non possiamo permettercelo”. Con queste parole ha bocciato l’ordine del giorno dei 5 stelle. Sacco commenta: “Gli stessi giudici amministrativi del TAR Piemonte (sez. I, n.2292 del 2009 e sez. I, 234/2010) hanno più volte confermato che le prescrizioni di un’autorizzazione regionale sono una parte integrante dell’atto autorizzativo, dunque se non vengono rispettate dovrebbe venir meno la concessione e si potrebbe procedere con una revoca sanzionatoria dell’autorizzazione.

Sean Sacco

Argomenti che non sembrano interessare questa Giunta, che chiude gli occhi davanti alle molteplici violazioni di Cociv, che ignora le sentenze del TAR e svilisce il lavoro degli stessi funzionari regionali che quelle prescrizioni le hanno scritte e provano a farle rispettare ma senza avere strumenti incisivi. Un’affermazione gravissima – quella dell’Assessore Tronzano –  un Assessore non dovrebbe nemmeno poter pensare che qualcuno possa calpestare una legge regionale e fregarsene delle prescrizioni, perché altrimenti si fermerebbe un’opera. Questo significherebbe che qualcuno è più forte e più importante della Regione Piemonte. Non si fanno le opere a qualsiasi costo, se ci sono delle regole devono essere rispettate”. Il Tar, da parte sua, già a dicembre aveva mostrato di aver compreso l’atteggiamento del Cociv e della Regione sul problema, scrivendo a chiare lettere nella sentenza del ricorso contro la prescrizione sul trasporto ferro-gomma: “Il Collegio deve rilevare che entrambe le parti non hanno presentato memorie nei termini previsti dimostrando con tale condotta processuale uno scarso interesse alla decisione della controversia“.