Gavi: “Il Comune a caccia di due maxi evasori fiscali”.

Dal dibattito sul rendiconto del bilancio 2018 è emerso che “nei confronti di due soggetti è stato avviata l’iscrizione a ruolo”. L’opposizione: “L’amministrazione comunale inefficiente nella riscossione della Tari.

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Gavi e il Forte

A Gavi ci sono due maxi evasori fiscali nei confronti dei quali il Comune ha avviato l’iscrizione a ruolo. La questione riguarda la Tari, la tassa rifiuti. In Consiglio comunale, durante la discussione sul rendiconto del bilancio 2018, l’opposizione, con Mario Compareti, ha evidenziato ancora una volta le perplessità del suo gruppo “sulla corretta azione di riaccertamento ordinario effettuato. Il dato preoccupante è che gran parte dei residui attivi (cioè i crediti del Comune, ndr) degli esercizi pregressi, circa 250 mila euro su oltre 330 mila, riguardano partite correnti anche relativamente obsolete come per la Tari relativa agli anni 2013- 2014-2015-2016-2017; vista la completa assenza di propensione dell’ente a perseguire gli evasori, i dati ci preoccupano non poco e confermano che anche il commento sull’Imu è più che mai centrato, in quanto, se non viene pagata la Tari dai cittadini in questa misura, ci chiediamo come sia possibile che i cittadini siano cosi ligi al pagamento dell’Imu”.

Mario Compareti
Mario Compareti, capogruppo di minoranza

Come è noto, i crediti, se non vengono riscossi dal Comune entro un certo numero di anni, devono essere cancellati dal bilancio per evitare che il documento sia “gonfiato” da cifre in realtà non più veritiere. “Una situazione – ha proseguito Compareti – che costituirebbe un grave danno per le finanze dell’ente oltre a costituire un illecito trattamento nei confronti dei cittadini, un danno erariale e un mancato rispetto dei principi sanciti dall’articolo 53 della Costituzione” (“Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività”, ndr). Anche perché sulla Tari, ha sottolineato l’opposizione, il Comune incassa più di quanto serve a coprire le spese del servizio di raccolta rifiuti, 847.424 euro contro 754.528 euro. “Perché facciamo pagare di più? – ha chiesto Compareti – Non è che forse presumiamo che qualcuno non paghi e di conseguenza ci tuteliamo agevolando come sempre i furbetti non facendo fra l’altro alcuna azione di repressione del reato?”.

Nicoletta Albano

Il vicesindaco Nicoletta Albano ha replicato: “Dal gettito della Tari si deve togliere il Tefa (tributo per l’esercizio delle funzioni ambientali, destinato alla Provincia, ndr), è questo il motivo per cui risulta maggiore. Sugli accertamenti gli uffici stanno lavorando come prevede la legge. In particolare ci sono due soggetti che il Comune ha iscritto a ruolo”. L’amministrazione comunale ha quindi incaricato l’Agenzia delle Entrate di avviare l’iter per il pignoramento dei beni. Da quanto emerso in Consiglio, i due soggetti, dei quali per ovvie ragioni non è stata fatto il nome, devono al Comune cifre consistenti. Il bilancio, con un avanzo effettivo di 600 mila euro, è stato approvato dalla maggioranza, contraria l’opposizione.