Gioco d’azzardo: l’Ires sbugiarda la Lega sui posti di lavoro a rischio

Il comparto in Piemonte dà lavoro a 1.500 persone: "Da dove escono i 5 mila posti di lavoro a rischio denunciati dal centrodestra", si chiede il consigliere regionale Monica Canalis (Pd)

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L’Ires Piemonte è stato ascoltato oggi, 10 giugno, in Consiglio regionale in merito al Disegno di Legge della Giunta Cirio sul gioco d’azzardo patologico e ha riportato che nel 2020 gli addetti delle imprese piemontesi, dedite prevalentemente al gioco, erano 1.500 e che dal 2016 al 2019 nelle sale gioco e sale scommesse sono stati persi soltanto 52 posti di lavoro“. Lo dichiara Monica Canalis, consigliere regionale Pd. Da mesi il centrodestra cerca di smantellare la legge del 2016 che tutela le famiglie dalla ludopatia sostenendo che in Piemonte devono essere difesi 5 mila posti di lavoro ma, secondo quanto emerso in Consiglio regionale, le cifre sono ben diverse. “Da dove arriva quindi il dato di 5 mila posti di lavoro persi o a rischio, brandito dalla Giunta Cirio? – si chiede Canalis – Se ci sono 1.500 lavoratori impiegati non possono perdersene 5mila!“. L’Ires è un ente regionale che si occupa di ricerca in campo sociale. Nell’audizione odierna ha inoltre sottolineato che nelle tabaccherie tra il 2016 e il 2019 i posti di lavoro sono cresciuti di 103 unità.

Monica Canalis

“Perché allora reintrodurre il gioco in questi esercizi? – si chiede Canalis -. Certamente non per ragioni occupazionali! Insomma, oggi è caduta una delle principali giustificazioni addotte da Cirio & c. per abrogare la legge regionale 9/2016. Il nuovo disegno di legge non solo limita i poteri dei sindaci sulla definizione degli orari di apertura e discrimina gli imprenditori onesti che si sono adeguati alla legge regionale 9/2016, ma non ha neppure un significativo impatto occupazionale, visto che non prevede alcuno strumento di formazione per riqualificare gli operatori del gioco, né strumenti per riconvertire il settore. Semplicemente fa una sanatoria per gli imprenditori che hanno scientemente disatteso la legge vigente. Questo disegno di legge va quindi fermato – conclude il consigliere regionale -, perché è esclusivamente finalizzato a compiacere e favorire impropriamente alcuni imprenditori, a danno della salute e delle tasche dei piemontesi“. Contro la nuova normativa i consiglieri regionali 5 Stelle hanno promosso una petizione.