Il biogas di Isola del Cantone stoppato da due mappali?

A rischio l'ok finale dalla ex Provincia di Genova: due terreni indicati nel progetto non sono nella disponibilità della Energa. C'è anche un esposto in Procura.

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La mancanza della disponibilità di tutti i terreni potrebbe stoppare l’ok all’impianto di trattamento rifiuti previsto in località Camposaragna, a Isola del Cantone (Genova). L’iter autorizzativo del biogas isolese si è fermato dopo la contestata delibera del 30 dicembre firmata dal presidente della Liguria, Giovanni Toti, e dai suoi assessori di centrodestra.

L’atto, approvato in maniera quanto meno frettolosa, dava l’ok dal punto di vista ambientale senza neppure chiarire di quale tipo di impianto si tratti: una centrale a biogas che sfrutta le energie rinnovabili, come i rifiuti, e quindi può godere di incentivi economici pubblici e agevolazioni urbanistiche, o “solo” un impianto di trattamento di rifiuti? I comuni di Arquata Scrivia e Isola del Cantone hanno annunciato un ricorso al Tar contro la delibera, al quale si assoceranno la Provincia di Alessandria e i comuni rivieraschi dello Scrivia nella parte piemontese per il timore di ritrovarsi le acque del torrente inquinate dagli scarichi della centrale.

Giulio Assale, sindaco di Isola del Cantone
Giulio Assale, sindaco di Isola del Cantone

L’iter ora prevede il rilascio dell’autorizzazione paesaggistica sempre da parte della Regione e, in seguito, l’autorizzazione definitiva, compito che spetta alla Città metropolitana di Genova, l’ex Provincia. I tecnici regionali stavolta sembrano aver fatto il loro dovere e hanno chiesto alla Energa, società proponente, di dimostrare la disponibilità di tutti i terreni sui quali intende realizzare l’impianto, altrimenti non potrà rilasciare il permesso paesaggistico e il progetto non potrà variare automaticamente il piano regolatore di Isola per insediarsi. Il problema per la Energa riguarda due mappali su venti, come spiega il sindaco di Isola Giulio Assale: “Per uno è emerso che il compromesso per l’acquisto dell’area è risultato falso, in quanto il titolare è morto da anni e non è mai stata fatta la successione con i 17 eredi.

Una vicenda sulla quale è stato presentato un esposto alla Procura per falso e truffa, e grazie al quale è stato aperto un fascicolo. Su questo terreno deve sorgere la cisterna dell’impianto, quindi è fondamentale per la Energa poterlo ottenere. L’altra area è più marginale e interessa la futura strada di accesso alla centrale: è stato acquistato da un gruppo di cittadini contrario al progetto. Senza questi due terreni a disposizione l’iter potrebbe fermarsi”. Sabato pomeriggio, alle 16, è in programma a Isola del Cantone la manifestazione contro la centrale, iniziativa promossa dall’Aia (Associazione Isolese Ambientalista) e sostenuta dai comuni di Arquata e Isola. Da piazza Vittorio Veneto partirà il corteo che si snoderà lungo l’asse principale del paese ligure, fino ai terreni di località Camposaragna, dove verranno seminate simbolicamente delle patate Quarantine.

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