Il fango della diga della Lavagnina cancella i laghetti del Gorzente

Al posto delle acque verdi un ammasso di materiale rilasciato dall'invaso artificiale a causa dei lavori sullo sbarramento. Il sindaco: "Un disastro. Possiamo solo sperare nelle alluvioni".

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Le acque del Gorzente piene di fango sversato dalla diga della Lavagnina, nell'estate del 2024

Possiamo solo sperare nelle alluvioni“. Così il sindaco di Casaleggio Boiro, Alberto Caminati, sulla situazione dei laghetti del torrente Gorzente a valle della diga della Lavagnina, invasi dal fango rilasciato dall’invaso artificiale da parte di Iren, gestore dell’invaso, per consentire i lavori necessari sullo sbarramento. L’enorme ammasso di terra ha cancellato laghetti profondi fino a dieci metri, dove fino allo scorso anno in tanti facevano il bagno attratti dalla acque verdi incastonate tra le rocce. Caminati parla di “disastro”, al quale è impossibile rimediare in tempi brevi. Soprattutto, Iren aveva tutte le autorizzazioni per svuotare il lago e far defluire il fango accumulato sul fondo da decenni. Martedì c’è stato un sopralluogo da parte della società con Aree protette, Comuni, Arpa e Provincia, durante il quale si è semplicemente preso atto della situazione. Secondo Caminati, il fango poteva essere rilasciato più lentamente o dragato anziché essere lasciato uscire tutto insieme, complici anche le piogge delle settimane scorse. La società sostiene che non si poteva fare altrimenti e si dice disponibile, se fosse necessario, a dragare i laghetti per togliere il fango, arrivato nel Piota e anche nell’Orba.