Il fango della diga della Lavagnina cancella i laghetti del Gorzente

Al posto delle acque verdi un ammasso di materiale rilasciato dall'invaso artificiale a causa dei lavori sullo sbarramento. Il sindaco: "Un disastro. Possiamo solo sperare nelle alluvioni".

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Possiamo solo sperare nelle alluvioni“. Così il sindaco di Casaleggio Boiro, Alberto Caminati, sulla situazione dei laghetti del torrente Gorzente a valle della diga della Lavagnina, invasi dal fango rilasciato dall’invaso artificiale da parte di Iren, gestore dell’invaso, per consentire i lavori necessari sullo sbarramento. L’enorme ammasso di terra ha cancellato laghetti profondi fino a dieci metri, dove fino allo scorso anno in tanti facevano il bagno attratti dalla acque verdi incastonate tra le rocce. Caminati parla di “disastro”, al quale è impossibile rimediare in tempi brevi. Soprattutto, Iren aveva tutte le autorizzazioni per svuotare il lago e far defluire il fango accumulato sul fondo da decenni. Martedì c’è stato un sopralluogo da parte della società con Aree protette, Comuni, Arpa e Provincia, durante il quale si è semplicemente preso atto della situazione. Secondo Caminati, il fango poteva essere rilasciato più lentamente o dragato anziché essere lasciato uscire tutto insieme, complici anche le piogge delle settimane scorse. La società sostiene che non si poteva fare altrimenti e si dice disponibile, se fosse necessario, a dragare i laghetti per togliere il fango, arrivato nel Piota e anche nell’Orba.