L'ex Bodrato a Mornese

Per il 99% l’impianto previsto nell’area ex Bodrato a Mornese sarà alimentato da biomassa verde proveniente dalla Monferrato Carbopellet, società che risiede nello stesso immobile. Il gruppo Ott, proprietario dell’ex mobilificio, chiarisce i dubbi sollevati dalle Aree protette dell’Appennino Piemontese nel parere inviato al Comune sul progetto della centrale proposta dalla società Rinaldi, legata allo stesso gruppo. L’ente guidato dal presidente Paolo Caviglia aveva evidenziato che una società indicata nel progetto depositato in municipio, la Nuova Vivai Trapanese, ha sede a Trapani, per cui aveva chiesto chiarimenti sulla provenienza delle biomasse, paventando che potesse arrivare dalla Sicilia.

Il fornitore al 99% della biomassa verde (umidità 35/45%) sarà, come già comunicato ai competenti organi da tempo, Monferrato Carbopellet che produce pellet da biomassa, e di cui deteniamo una non determinante partecipazione finanziaria.

Mornese (Foto dal sito associazione Oltregiogo)

Parte del legname proveniente dai tagli boschivi, tutti delle aree detenute da Carbopellet
fuori dal Parco Capanne di Marcarolo ma insistenti nel raggio di 20/40km, una volta
cippato, verrà utilizzato e trasformato in forma gassosa e, una volta combusto, in vapore. Ripetiamo che l’impianto ha dimensioni a livello condominiale con una produzione oraria di
100kW elettrici e da 200 a 300kW termici. La produzione termica è necessaria agli impianti in vertical che realizzerà (sono stati presentati da tempo i permessi) Nuova Vivai Trapanese nella sua sede secondaria di Mornese. Questa società agricola, controllata sempre dal nostro Gruppo, ha produzioni esclusivamente biologiche in Sicilia che vengono vendute in loco o esportate all’estero e che nulla hanno a che vedere con l’alimentazione della caldaia di Mornese“.

“Come specificato agli enti – aggiunge il gruppo Ott – non è escludibile che i sottoprodotti delle essenze medicali/cosmetiche che saranno, forse, prodotte a Mornese, vengano retrocesse alla Rinaldi per essere gassificate e combuste nella caldaia, evitando di produrre residui dalla coltivazione e senza produzione di rifiuti, in quanto anche le ceneri saranno utilizzate in loco come ammendante. Eventuali gusci, prevalentemente di nocciole, se reperiti in loco potrebbero concorrere in particolari momenti del ciclo annuo ad alimentare per percentuali ridotte la caldaia. Un’eventualità remota”, precisa la Ott.

Pascoli a Capanne di Marcarolo
Pascoli a Capanne di Marcarolo

Il gruppo sostiene di aver ottenuto dalla Provincia parere favorevole riguardo alla viabilità: “Il flusso di autotreni che riguardano l’approvvigionamento di legname di Monferrato Carbopellet destinato alla caldaia sarà compreso tra i 25 e i 35 automezzi annui.
Circa la committenza della parte elettrica sarà ceduta a distributori o autoconsumata in
loco mentre la produzione termica, oltre che per le serre di Nuova Vivai, sarà dedicata ad
altre piccole aziende che saranno ospitate all’interno del compendio di Mornese.
Quindi, in conclusione stiamo parlando di una caldaia alimentata a biomassa secondo i
criteri del GSE e del Ministero dell’Ambiente e dell’Energia alla distanza di 3km
dall’area protetta Capanne di Marcarolo, con frapposte due valli e vento dominante
contrario alla posizione del Parco.

Gli eventuali fumi abbattuti alla fonte attraverso un ciclone non rilevano sull’habitat e sulla flora del Parco, secondo gli studi preventivi dei nostri tecnici e per quantità sono irrilevanti. Quindi la richiesta di parere al Parco, magari da alcuni considerata necessaria, è a nostro avviso un eccesso di tutela.
A questo punto – spiegano ancora dalla Ott – viene da chiedersi se quello che vorrebbe essere un progetto di energia circolare rinnovabile in tutti gli aspetti (elettrici e termici), non sia un’occasione per creare false notizie che possono solo impressionare l’opinione pubblica e impedire quello che per noi dovrebbe essere un’eccellenza in un territorio solo apparentemente privo di stimoli. Probabilmente anche il nostro Gruppo dovrà rivedere la propensione all’investimento in queste aree che amano fare tanto rumore per nulla.
Infine, siamo a disposizione per fornire i dati dell’impianto a chi ne farà richiesta, e
abbiamo già da tempo fornito autorizzazione per la visione del progetto al Comune di
Mornese”. Comune che, secondo la Ott, avrebbe rinviato la seduta della conferenza dei servizi prevista per il 22 luglio.