Il Life WolfsAlps si è concluso alla fine del 2024 ma il monitoraggio del lupo sul territorio provinciale continua. Negli anni scorsi il progetto europeo ha stimato la presenza di 14 branchi in provincia, in particolare sulla fascia appenninica.
Da gennaio le Aree protette dell’Appennino Piemontese sono ancora il riferimento del monitoraggio locale nell’ambito di After Life, attività coordinata a livello regionale dalle Aree Protette delle Alpi Marittime in collaborazione con le Aree Protette dell’Ossola e la Città Metropolitana di Torino. L’attività, prevista fino al 2029, in provincia di Alessandria è sempre affidata ai guardiaparco, alle guardie venatorie provinciali, ai carabinieri forestali e ai volontari di associazioni come La Ventura di Ponzone. In totale, circa 60 persone.
Il nuovo monitoraggio è iniziato a gennaio. Nella stagione invernale viene eseguito il campionamento intensivo con la raccolta degli escrementi sui quali eseguire le analisi genetiche. Con la neve è anche più facile seguire le tracce. In estate procede il campionamento estensivo, seguendo i transetti percorsi dai lupi e utilizzando le foto trappole. Attività che vengono eseguite in base alla disponibilità dei fondi per le analisi genetiche. Il monitoraggio coordinato dalle Aree protette riguarderà anche le province di Vercelli e Novara. I controlli avvengono anche l’uso del suono, riproducendo l’ululato del lupo.
L’ultimo report sulla distribuzione del lupo nelle regioni alpine 2020-2024, compreso l’Appennino Ligure-Piemontese, risale a gennaio. Nel periodo 2023-2024 il predatore è risultato presente su una superficie di oltre 60mila chilometri quadrati, maggiore rispetto al 2020-21. Si attendono i dati relativi al numero di branchi presenti nel territorio dell’Appennino Piemontese.








