La Gaviese tornerà a giocare dello stadio Pedemonte di Gavi dopo l’8 dicembre. Le previsioni sulla conclusione dei lavori nel terreno di gioco parlavano di fine gennaio in modo da garantire alla squadra di poter giocare almeno il girone di ritorno. Invece, secondo il presidente Giacomo Lolaico, i biancogranata potranno tornare a casa fra poco più di un mese, dopo aver giocato le partite casalinghe a Castelletto d’Orba nello scorso campionato e ad Arquata in quello in corso.
Nel Pedemonte è in corso il rifacimento del fondo con erba sintetica e la sostituzione delle recinzioni con una spesa a carico del Comune di 600mila euro. Questo dopo che sotto una parte del campo da gioco è stata realizzata la vasca per le acque che arrivano dall’abitato di Gavi, precisamente da via Barbieri, opera necessaria per la messa in sicurezza di una parte del paese e anche dello stesso campo sportivo, spesso allagato in caso di precipitazioni intense.
Sarà inoltre necessario intervenire sulle tribune e gli spogliatoi. Le prime, in particolare, non sono più a norma rispetto alla sicurezza. Serviranno altri 200mila euro, appena stanziati dal Comune.
Lolaico, a proposito delle polemiche sui social e in Consiglio comunale sui costi dei lavori, commenta: “Per raggiungere un sogno che noi abbiamo, cioè vedere bambini, ragazzi e uomini correre, divertirsi e rappresentare un paese, serve mettere mano anche alle strutture, motivo dell’impegno comunale per tribuna e spogliatoi. Non esistono società sportive, non esiste sport, non esiste impegno sociale senza strutture.
Spostare il campo sportivo altrove non era fattibile economicamente: costerebbe tre volte la spesa sostenuta, e avremmo spostato una parte di storia di questo paese che dura da 105 anni”.








