Incidente sulle Ripe di Rocchetta Ligure. E’ morto Giuliano Gogna precipitato in un canalone.

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Il 4 novembre é sempre stata giornata speciale per Giuliano Gogna. Lui, alpino, come ogni 4 novembre anche questa mattina ha partecipato alle celebrazioni della festa che sancisce la fine della prima guerra mondiale e la commemorazione dei caduti .

E, davanti al monumento dei caduti nella piazza di Rocchetta Ligure, Giuliano ha suonato con la sua armonica l’inno del Piave e ha recitato la “preghiera dell’alpino”. Giuliano di professione faceva l’antiquario. Non un antiquario come tanti, Giuliano era un artista, in grado di trasformare una “roba vecchia” in un oggetto raro. Giuliano aveva mille interessi . Era la memoria storica del luogo. Quanti racconti nelle lunghe chiacchierate nel suo atelier situato nella via Umberto I°, la via principale del borgo, mentre forgiava le sue opere.

Giuliano era simpatico, divertente, colto. Sapeva, solo con un’occhiata, dire a quale epoca apparteneva qualsiasi cosa. Giuliano era anche il priore della confraternita della  “Buona Morte”,  la confraternita che fa capo alla parrocchia di Sant’Antonio Abate e, quando era il giorno della festa di Sant’Anna, protettrice del paese, portava con orgoglio il pesante cristo in processione.

Giuliano amava gli animali, nella sua casa insieme alla moglie Maria Rosa, anche lei appassionata di storia e arte, curava con amore cani e innumerevoli gatti.

Questa mattina, il suo amore per gli animali lo ha portato sulla ripa che domina Rocchetta. Qui vivono libere alcune capre, e lui voleva portagli del cibo, come mille altre volte.  Le “ripe” sono difficili da percorrere, appunto zona per capre e, gli amici e i parenti lo avevano pregato di non andare. La pioggia dei giorni precedenti le aveva rese viscide e quindi pericolose. Ma Giuliano quelle ripe le conosceva bene. Infatti le “sue” capre le aveva trovate. Lo aveva detto a uno dei tre figli, forse per rassicurarlo: “Sono qui che sto accarezzando una capretta”, ha raccontato dal suo telefonino. Ma poi non tornava. Allarmati i figli sono andati a cercarlo e non trovandolo hanno allertato i soccorsi.

Elicottero, vigili del fuoco sono accorsi e, quando lo hanno trovato era in un canalone. Un piede messo nel posto sbagliato, uno volo di 30-40 metri e la vita di Giuliano si è spenta, in quel luogo che amava, facendo una cosa che amava.

“Gli eroi, – ha detto qualcuno tra la folla che guardava attonita quelle luci che illuminavano la ripa, – non muoiono mai nel loro letto”. Ciao Giuliano, non ti dimenticheremo.