La maxi recinzione anti Psa costerà almeno 15 milioni di euro.

Il dato è emerso durante l’audizione in Senato degli assessori regionali liguri e piemontesi

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La mappa dell'area dove sono state ritrovate le carcasse di cinghiale positive alla Psa (immagine di repertorio)

Servono almeno 15 milioni di euro per installare i 275 chilometri di recinzione tra le province di Alessandria e Genova per contenere la peste suina africana (Psa). La rete metallica servirà a evitare la dispersione dei cinghiali che si trovano tra l’autostrada A26 e la A7, l’area con il numero più di elevato di contagi. L’obiettivo è poi abbattere l’80% degli esemplari, stimati in 4 mila nell’area in questione, ed evitare così la diffusione del virus negli allevamenti di maiali. È quanto è emerso dall’audizione delle Regioni Piemonte e Liguria nelle commissioni Ambiente e Sanità del Senato. La recinzione è stata imposta dalla Commissione europea in base a quanto già avvenuto nel Paesi dell’Europa dell’Est colpiti dalla Psa, che hanno però un territorio soprattutto pianeggiante. Durante l’audizione, Angelo Ferrari, direttore dell’Istituto zooprofilattico di Torino e diventato oggi, 3 marzo, a tutti gli effetti commissario per l’emergenza Psa, ha ricordato che le recinzioni esistenti lungo le autostrade hanno già avuto la funzione di contenere i cinghiali positivi, evitandone la dispersione. Secondo l’assessore regionale all’Agricoltura, Marco Protopapa, “la recinzione potrebbe essere installata lungo le strade e non nei boschi ma si dovrà tener conto degli incroci stradali. L’installazione sarà molto difficoltosa poiché il nostro territorio è molto diverso dalle pianure dell’Europa orientale”.