Le donne della Resistenza rivivono a Rocchetta Ligure

Il tributo degli studenti di Arquata Scrivia e della Val Borbera

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Non è stata solo una lezione di storia fuori dalle aule, ma un vero e proprio “passaggio di testimone” tra generazioni. Protagonisti i ragazzi delle scuole medie di Arquata Scrivia e della Val Borbera, che a Rocchetta Ligure hanno presentato i risultati della seconda edizione del “Progetto Scuola”, ideato dalle sezioni locali dell’Anpi. Il tema scelto per quest’anno è di quelli che toccano corde profonde: il contributo delle donne nella Lotta di Liberazione. Un impegno spesso silenzioso, fatto di coraggio quotidiano e sacrifici estremi, che gli studenti hanno saputo tradurre in linguaggi moderni, creativi e di grande impatto emotivo. La mattinata è iniziata con un’immersione totale nei luoghi simbolo della Resistenza di Rocchetta. Gli studenti di Arquata, guidati dai volontari dell’Anpi, hanno visitato il Museo della Resistenza e della Vita Sociale all’interno del seicentesco Palazzo Spinola e l’antico ospedaletto dei partigiani, dove un tempo venivano curati i feriti (inclusi i nemici catturati). Un momento particolarmente suggestivo è stato vissuto presso la Chiesa di Sant’Antonio Abate: qui i ragazzi hanno consumato una “colazione partigiana”, offerta con la stessa genuina generosità con cui le famiglie contadine di allora sostenevano i combattenti in montagna.

Nel salone di rappresentanza di Palazzo Spinola, gli studenti hanno svelato i propri lavori, dimostrando come la memoria possa essere tramandata in modi innovativi:

  • Il gioco “Staffette”: I ragazzi della Scuola di Vallata hanno ideato un gioco da tavolo ambientato proprio tra i sentieri della Val Borbera, con un focus particolare sulle donne vittime degli abusi della Divisione Turkestan.
  • Giornalismo e Arte: La 3ª A di Arquata ha realizzato un vero giornalino di 16 pagine con interviste e fumetti, mentre le classi 3ª B e 3ª C hanno curato pannelli storici e ritratti fotografici.
  • Il Teatro Kamishibai: La 3ª D ha utilizzato l’antica tecnica del teatro d’immagini giapponese per produrre un video che narra la drammatica storia di Olga e dei partigiani trucidati a Zerba.

A fare da cornice alla presentazione, la mostra itinerante sui campi di sterminio curata dall’Anpi di Genova Nervi, un monito silenzioso sulla brutalità dei regimi totalitari. “È fondamentale che i giovani comprendano il valore della libertà attraverso lo studio del territorio”, hanno sottolineato i presidenti Anpi Gianni Daglio e Claudio Balostro durante la consegna degli attestati. I ragazzi di Arquata hanno apprezzato questo viaggio nella storia di Rocchetta, mentre per gli studenti della Val Borbera il percorso si concluderà il 21 maggio con la visita alla Casa dello Studente di Genova, luogo simbolo delle torture nazifasciste e oggi presidio di memoria e pace.

Un’iniziativa che dimostra come i “luoghi della storia” non siano solo pietre, ma spazi vivi capaci di parlare alle nuove generazioni.