Ecco il messaggio del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, letto ieri, 6 aprile, dal palco allestito alla Benedicta dal sindaco di Bosio, Domenico Merlo, in occasione degli 81 anni della strage nazifascista a Capanne di Marcarolo:

Il cammino dell’Italia verso la libertà e il ritorno all’indipendenza e alla democrazia fu lungo e sofferto, costò sangue innocente e immensi sacrifici. Da profonde lacerazioni il popolo italiano seppe riscattarsi costruendo unità e futuro, aprendo, con la Costituzione, una strada di diritti, sviluppo e pace.

La memoria dell’eccidio della Benedicta appartiene alla storia della Liberazione italiana e della Repubblica. Nell’anniversario delle battaglie nell’appennino Ligure-Piemontese, degli scontri armati intorno a Capanne di Marcarolo e della spietata esecuzione dei partigiani fatti prigionieri nell’abbazia della Benedicta, desidero rinnovare la vicinanza ai discendenti dei patrioti caduti, a quanti hanno tenuto vivo il ricordo dell’eroismo dei combattenti per la libertà e si raccolgono affinché la memoria sia trasmissione di valori e impegno.

La Guardia nazionale della Repubblica di Salò fu responsabile dell’eccidio e a quelle vittime si aggiunsero, in quei giorni dell’aprile 1944, gli altri partigiani appartenenti a una formazione garibaldina e un gruppo autonomo, uccisi o deportati nei lager tedeschi.

La disumanità dei nazifascisti, che già avvertivano l’avvicinarsi della sconfitta finale, rese ancora più crudele quella stagione che intercorse fra il ’44 e il ’45, con rappresaglie nei confronti della popolazione

Gli avvenimenti della Benedicta suonano monito del valore della libertà conquistata e della responsabilità di ogni cittadino nel preservarla“.

Sergio Mattarella