Referendum Giustizia: Il Piemonte dice No, Alessandria va controcorrente 

I centri zona bocciano la riforma, mentre i piccoli comuni delle valli appenniniche scelgono il Sì. Tortona "mosca bianca" tra i poli urbani.

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Si è chiusa con una netta spaccatura geografica e politica la consultazione referendaria sulla riforma dell’ordinamento giudiziario e la separazione delle carriere. In Piemonte prevale il fronte del No, che si attesta al 53,5% contro il 46,5% dei favorevoli. A trainare il rifiuto alla riforma è stata soprattutto Torino, dove il No ha raggiunto una percentuale schiacciante del 64,76%. Nonostante l’assenza del quorum, la partecipazione è stata più vivace del previsto, segno di un tema sentito nonostante la complessità tecnica dei quesiti.

L’Alessandrino in controtendenza
Se il dato regionale boccia la riforma, la provincia di Alessandria si muove in direzione opposta: qui il Sì vince con il 52,51%. Tuttavia, analizzando il voto nel dettaglio, emerge una frattura tra i grandi centri abitati e le aree rurali. Nei centri zona la vittoria del No è stata quasi unanime: Ovada guida con il 58,82%, seguita da Arquata Scrivia (56,84%), Cassano Spinola (53,52%), Novi Ligure (52,49%) e Serravalle Scrivia (51,69%). In questo scenario, Tortona si distingue come l’unico grande centro a favore della riforma, dove il Sì è passato con il 56,07%.

Spostandosi verso l’Appennino, il panorama cambia drasticamente. Nelle Valli Curone, Grue e Ossona, il Sì ha dominato quasi ovunque, con picchi di consenso altissimi: Montegioco (71,33%), Fabbrica Curone (66,54%), Monleale (65,94%) Montacuto (64,29) e Volpeglino (64,63%). Consensi solidi anche a Garbagna (60,40%) e Cerreto Grue (61,40%) Avolasca (52,29)  Brignano Frascata (54,04) Dernice (52,88) Casasco (57,38) Gremiasco (59,87) Carbonara Scrivia (57,22)  Berzano di Tortona (53,57)-  Montemarzino (54,38) San Sebastiano Curone (52,63) Sarezzano (59,33). Solo pochi comuni hanno invertito la rotta, come Costa Vescovato (No al 61,85%), Pozzol Groppo (54,30%) e Momperone (53,33%).

Situazione simile in Val Borbera e Spinti, dove spiccano i Sì di Roccaforte (67,21%), Rocchetta (63,54%) Albera (62,03%) Cabella (53,30) Cantalupo (59,40) Borghetto (55,87) Vignole (52,22). In questa zona, la resistenza del No è stata guidata da Carrega Ligure (64,44%), Grondona (60,45%) e Stazzano (53,28%).

Il dato finale restituisce un’immagine chiara: mentre i contesti urbani più popolosi e strutturati hanno guardato con scetticismo alla riforma, i piccoli comuni collinari e montani hanno espresso un orientamento favorevole al cambiamento dell’ordinamento giudiziario. Una polarizzazione che conferma quanto la percezione della giustizia vari sensibilmente tra le grandi città e le comunità locali del territorio alessandrino.