“Gentilissimi Signor Sindaco e Signor Assessore, ho preso visione, unitamente ai membri del Consiglio Direttivo della Società Storica del Novese, del contenuto della lettera da Voi inviata a seguito della cerimonia dell’inaugurazione della mostra dedicata alla rievocazione della battaglia del 1799 tenutasi il 13 agosto presso i locali della nostra sede.
In merito alla presa di distanza espressa nella Vostra pec, siamo costretti a precisare
e ribadire che la nostra Associazione, come è noto, non ha connotazioni politiche né
partitiche di riferimento; l’unico obiettivo che si propone è quello di divulgare la storia
della nostra Città.
Il nostro museo è aperto a tutti e tutti possono visitarlo indipendentemente dall’
etnia, nazionalità e cultura; noi siamo ben felici che il nostro impegno volontario sia
così apprezzato.
La presenza del console russo è il naturale epilogo delle numerose visite avvenute
durante l’anno nel nostro museo da parte di cittadini russi che frequentano l’outlet e
il territorio, usufruendo così dei nostri alberghi e ristoranti, senza mancare di
effettuare anche visite alle istituzioni culturali tra cui il nostro museo, realtà che viene
apprezzata moltissimo anche grazie all’installazione permanente che ricorda la
battaglia di Novi.

Un’immagine della mostra

Si ribadisce pertanto che nulla è a noi ascrivibile di quanto chiunque visiti il nostro museo esterni, ma siamo a rassicurare che l’Autorità straniera intervenuta nei suoi saluti non ha affatto utilizzato i termini da Voi menzionati, in particolare non ci sono state “critiche rivolte al cosiddetto Occidente collettivo” né particolari allusioni unilaterali alla situazione geopolitica attuale: queste locuzioni non sono state usate.
Siamo pertanto a rassicurare che la nostra sede non è stata affatto utilizzata come cassa di risonanza per “esternazioni di natura politica e propagandistica” che nulla avrebbero a che vedere con la realtà della Società Storica del Novese, la quale non può e non deve essere tacciata di propaganda politica.
Non sappiamo da dove provengano le sopra menzionate frasi incriminate, ma
sicuramente le fonti da cui avete appreso che quelle parole siano state pronunciate nella nostra sede non sono corrette, con il risultato di un chiasso mediatico che non giova a nessuno.
Così come siamo inoltre convinti che queste rimostranze, andrebbero comunque
risolte direttamente tra le istituzioni politiche coinvolte che, troppo spesso, prese dal
fervore, non distinguono una rievocazione storica dalla celebrazione di un
personaggio di rilievo.
Siamo molto dispiaciuti per l’accaduto e per il futuro, per quanto nelle nostre
possibilità, useremo sempre l’attenzione che da sempre ci caratterizza, ma ci
rendiamo conto che non si potrà comunque porre freno all’improvvisazione di terzi.
Per informazione ricordo che, grazie ai nostri volontari e con contributi privati, la
mostra è stata visitata da circa 300 persone, molte delle quali venute appositamente
da altre Regioni che, oltre alla mostra stessa, hanno potuto conoscere anche la nostra
Città.
Questa è la cosa più importante per la nostra Novi e per chi la vuole vedere più bella
e apprezzata.
Nella convinzione che si sia trattato di un malinteso, saremo come sempre onorati di
avervi nostri ospiti per i prossimi eventi.
Cordiali saluti”.
Il Presidente
Enzo De Cicco