Sul filo di lana: a Libarna un viaggio alla scoperta della tessitura antica

L’area archeologica si trasforma in un laboratorio a cielo aperto tra storia, natura e antichi mestieri dell’Appennino ligure-piemontese.

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Un suggestivo viaggio a ritroso nel tempo, guidato da un filo invisibile ma resistentissimo: quello di lana. Sabato 23 maggio, il Parco Archeologico di Libarna aprirà le sue porte a “Archeogiochiamo”, una giornata speciale dedicata alla scoperta della tessitura nell’antichità e della produzione laniera nelle valli dell’Appennino. Un evento pensato per le famiglie, i bambini e tutti gli appassionati di storia, desiderosi di vivere l’archeologia in modo immersivo e dinamico. A fare da ciceroni in questo percorso didattico saranno Atilius e Ambrosina, le amate mascotte del sito, che guideranno i piccoli visitatori alla scoperta dei segreti del cardatore e del tessitore. Il tema centrale della manifestazione, che farà letteralmente da “filo conduttore”, esplorerà l’evoluzione di un filato dalle origini antichissime, capace di unire l’epoca romana alla più genuina tradizione contadina del nostro Appennino. Archeologi e divulgatori esperti prenderanno per mano il pubblico per raccontare la profonda simbologia e l’uso della lana attraverso i secoli. Nel mondo romano, infatti, la filatura non era solo un’attività economica cruciale, ma un vero e proprio emblema delle virtù domestiche femminili; l’espressione classica “lanam fecit” incarnava storicamente l’ideale della matrona perfetta. Oggi, a distanza di secoli, quella stessa fibra grezza viene riscoperta e celebrata sotto una luce totalmente nuova: quella di un tessuto nobile, naturale e profondamente eco-sostenibile.

Le attività metteranno al centro i più giovani attraverso un approccio laboratoriale basato sull’esperienza diretta e sul gioco. Mentre i bambini si cimenteranno in prima persona con i filati, i genitori e i visitatori adulti potranno assistere a rievocazioni e tavoli didattici, riscoprendo la centralità che la lana ha rivestito nella micro-economia domestica prima del definitivo avvento dell’industrializzazione. Due saranno i poli attrattivi e didattici principali della giornata: “Lanam facere”: curato dall’Associazione Culturale Okelum, metterà a disposizione dei partecipanti piccoli telai in legno realizzati su modello romano. Qui, lavorando a coppie e sotto la guida di esperti, i bambini potranno sperimentare la complessa arte dell’intreccio e della tessitura manuale. “I racconti dell’arcolaio”: gestito dall’Ente di gestione delle Aree Protette dell’Appennino Piemontese in collaborazione con l’Ecomuseo di Cascina Moglioni. Questo spazio offrirà una straordinaria dimostrazione dal vivo di filatura tradizionale con l’antico arcolaio a due pedali, un modello esclusivo storicamente diffuso nelle Cascine di Marcarolo. Si tratta di una pratica ancestrale che si è conservata intatta nelle zone più remote dell’Appennino, rappresentando una delle principali occupazioni delle donne durante i lunghi inverni e le veglie contadine fino alla metà del Novecento. In questa postazione, i piccoli partecipanti saranno guidati nella creazione di un originale segnalibro in lana da custodire come ricordo. Al termine del percorso a rotazione, che toccherà tutti i laboratori attivi, ogni piccolo artigiano riceverà un riconoscimento speciale: la prestigiosa “Medaglia di Tessitura”, a coronamento di un pomeriggio vissuto da vero protagonista della storia. Il primo turnoinizierà  alle ore 14.30; il secondo alle 16.30 (percorso a rotazione).  L’ingresso all’Area Archeologica di Libarna è libero e la partecipazione a tutte le attività e ai laboratori didattici è completamente gratuita ma, la prenotazione è obbligatoria. Per info e prenotazioni: [email protected] – telefono 329 6484707 – 0143 633420.