Un vero e proprio arsenale scoperto in una casa di Casaleggio Boiro

Arrestati un uomo e una donna. Trovate anche magliette inneggianti all'estrema destra

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Il castello di Casaleggio Boiro (l'edificio non ha a che fare con l'indagine della armi, ndr)
Un vero e proprio arsenale scoperto in una casa a Casaleggio Boiro. Nella serata del 14 giugno gli agenti della Squadra Mobile di Alessandria hanno perquisito l’abitazione
rivenendo un ingentissimo quantitativo di armi da fuoco, detenute
dal soggetto destinatario del decreto di perquisizione e dalla compagna, presente
all’interno dell’abitazione. Tra le moltissime armi rinvenute – ben 25, tra fucili e pistole – venivano sequestrati una pistola mitragliatrice SKORPION modello Vz.61, predisposta per il tiro a raffica, un fucile d’assalto Colt AR-15 privo di punzonatura, ma apparentemente non idoneo al tiro a raffica, il gruppo scatto di un fucile Heckler & Koch con predisposizione per il tiro a raffica, nonché numerosi armi lunghe e pistole prive di punzonatura e pertanto ritenute clandestine. Venivano altresì sequestrate due pistole Beretta 92, in Italia destinate all’esclusivo utilizzo delle Forze di Polizia. All’interno dell’abitazione venivano altresì rivenute più di 1000 cartucce, per arma lunga e per pistola, alcune classificate come da guerra.
I due soggetti, alla luce di quanto rivenuto nella loro diretta disponibilità, venivano tratti in arresto per il delitto di detenzione illegale di armi clandestine e da guerra.
Il successivo 17 giugno, a fronte dei dubbi circa la possibile presenza di altre armi all’interno del complesso abitativo, si procedeva a nuova perquisizione delegata, svolta con il preziosissimo ausilio di cani antiesplosivo.
Tale perquisizione consentiva di rinvenire, occultate all’interno dell’abitazione, altre cinque armi lunghe, un silenziatore e un fucile d’assalto Heckler & Koch, modello G3FS, predisposto per il tiro a raffica. Venivano inoltre rinvenute numerosissime parti di munizione, con pressa per l’assemblaggio.
In entrambe le occasioni le operazioni venivano svolte con l’importante contributo del Gabinetto Provinciale di Polizia Scientifica di Alessandria, che si occupava della repertazione delle armi, per le successive attività volte a evidenziare eventuali impronte digitali lasciate da altri soggetti che abbiano maneggiato gli oggetti in sequestro.
Sono allo stato in corso accertamenti investigativi volti a verificare – stante il rinvenimento di magliette riconducibili all’estrema destra – eventuali contatti con il mondo dell’estremismo e dell’eversione o la destinazione delle armi al mercato illegale, anche rilevato l’elevato valore di alcune di esse.
Atteso che molte delle armi hanno provenienza estera verranno svolti accertamenti con i collaterali organi di Polizia esteri, al fine di verificare la provenienza delle armi e chiarire le modalità di importazione.