2013: la presentazione dell'Unione dal Tobbio al Colma nel municipio di Bosio con onorevole Molinari (al centro) all'epoca in Regione.

Unione montana dal Tobbio al Colma sempre più in difficoltà. Ieri, 18 febbraio, la sindaca di Tagliolo Monferrato, Marianna Lipartiti, si è dimessa da assessore dell’ente montano. Il motivo è duplice. Innanzitutto, l’incontro della settimana scorsa a Belforte Monferrato tra l’Unione, i sindaci e tre importanti esponenti della Lega: il parlamentare Riccardo Molinari, l’assessore regionale Enrico Bussalino e il presidente dell’Ato6 Alessandrino, Giacomo Perocchio. Il presidente dell’Unione, Pino Coco, su La Stampa ha dichiarato che l’incontro non ha avuto nessuna valenza politica ma solamente istituzionale per fare il punto sul futuro dell’ente, in difficoltà economica, e sugli effetti della nuova legge sulla montagna che ha escluso Lerma dalla montanità.

Proprio sulla recente e contestata normativa a dicembre il Consiglio dell’Unione aveva approvato all’unanimità un ordine del giorno con il quale si chiedeva la convocazione, entro gennaio, di parlamentari, consiglieri regionali, Provincia e Anci proprio per discutere pubblicamente della legge Calderoli. La riunione di Belforte è considerata invece un atto politico sia dalla minoranza sia dalla Lipartiti, che ha ricordato che l’incontro doveva avere solamente finalità tecniche. C’è poi un’altra questione: la sindaca si è astenuta più volte nel voto sulle delibere con le quali l’Unione ha chiesto al Comune di Lerma di pagare i 59 mila euro di debito per lo scuolabus. Il motivo è che il segretario comunale di Tagliolo è lo stesso che opera a Lerma ed è contrario al pagamento della somma. Lipartiti a La Stampa ha spiegato però di voler continuare a lavorare per l’Unione come consigliere.

Marianna Lipartiti

L’associazione Concezione bene Comune, composto dai consiglieri di opposizione Gloriano Alloisio (Lerma), Alessandro Figus (Belforte) e Roberto De Marco (Mornese), commenta: “Le dimissioni di Lipartiti sono di un segnale forte che potrebbe contribuire a modificare l’attuale panorama politico. La storia stessa di Tagliolo suggeriva la necessità di un simile cambiamento, che ora si è concretizzato.

Come gruppo di opposizione riteniamo che, qualora anche altri sindaci condividessero la stessa linea, si potrebbe avviare una fase di riflessione utile a rilanciare il ruolo centrale che l’Unione dei Comuni è chiamata a svolgere per il territorio. Il nostro auspicio è di lavorare per costruire un’Unione Montana più coesa e in grado di gestire efficacemente le funzioni comuni. In questa prospettiva, crediamo sia opportuno valutare anche un possibile ampliamento del territorio, coinvolgendo altri Comuni montani della Val Lemme.

Concordiamo inoltre sul fatto che quello doveva essere un confronto sui nuovi decreti attuativi della cosiddetta “Legge Calderoli” sulla Montagna si è trasformato, in una manifestazione di partito. Questo appare tanto più discutibile considerando che l’estensore della legge, il senatore Calderoli, e l’onorevole Molinari, capogruppo della Lega in Parlamento, avrebbero potuto e dovuto intervenire prima dell’approvazione della legge per dimostrare reale attenzione verso le problematiche del territorio.

Nel quadro di cambiamento che auspichiamo possa seguire a queste dimissioni, ci auguriamo che vengano ripresi i contatti con Ovada, naturale centro di riferimento per la zona. È fondamentale che si torni a discutere concretamente dei temi del territorio, riducendo il protagonismo individuale a favore di una reale collaborazione tra i diversi attori istituzionali”.