Controlli ambientali e sulla sicurezza nei cantieri del Terzo valico. A richiederli lo scorso 10 luglio sono stati i senatori del gruppo dei 5 stelle, con un’interrogazione della senatrice Susy Matrisciano sottoscritta dai colleghi. La richiesta di chiarimenti, rivolta ai ministri delle Infrastrutture, dello Sviluppo economico e dell’Ambiente prende spunto dalle notizie apparse sulla stampa locale riferite, tra l’altro, alla mancata realizzazione delle vasche dedicate alle analisi dell’amianto nello smarino nel cantiere di Radimero di Arquata Scrivia. “I materiali scavati da Radimero – recita l’interrogazione – vanno nelle piazzole provvisorie di Romanellotta, dove viene attesa la biodegradazione dei tensioattivi presenti nelle terre scavate con Tbm, la talpa meccanica, e, una volta caratterizzati, inviati ai siti finali individuati dal piano di utilizzo delle terre da scavo”. Situazione che fa procedere a singhiozzo lo scavo da parte delle talpe meccaniche. Inoltre, ricordano i 5 stelle, “da dicembre 2018 si contano due morti all’interno dei cantieri per la realizzazione della grande opera”.

Il deposito intermedio dello smarino del Terzo valico nella cava Romanellotta

Per questo chiedono ai ministri “se siano state condotte analisi e controlli da parte dell’Arpa per verificare che la mancanza di vasche aggiuntive dedicate all’analisi dell’amianto contenuto nello smarino e il conseguente stoccaggio provvisorio in località Romanellotta non costituisca un rischio per la salute dei cittadini” e “se non ritengano necessario eseguire visite ispettive per verificare la corretta esecuzione in sicurezza dei lavori all’interno dei cantieri del Terzo valico”. Opera che, come emerge dalla situazione di Radimero, vede i tempi di conclusione sempre più spostati in avanti. “Il sito ufficiale del Terzo valico dei Giovi – affermano i senatori – riporta che l’attivazione del medesimo avverrà tra tre anni, nel 2022, ma il 7 giugno 2019, a Rapallo, Maurizio Gentile, amministratore delegato di Rfi, ha affermato: “Nel 2023 confermiamo il completamento della tratta Genova-Tortona“, come riportato dal sito web dell’emittente televisiva “Primocanale””. Sui tempi di conclusione dei cantieri sono stati espressi dubbi anche in seguito a un articolo apparso nei mesi scorsi su La Repubblica, nel quale si “evidenziava come la crisi finanziaria che rischia di portare verso il fallimento Condotte d’acqua SpA, finita in amministrazione controllata, potrebbe minacciare la realizzazione dell’opera.

La società romana detiene infatti il 31 per cento delle quote del Cociv e l’articolo dava conto dell’impossibilità della stessa di versare a Rfi la somma prevista da contratto come garanzia per la costruzione del quinto lotto. Situazione che, nel marzo 2019, secondo il quotidiano che cita un documento ufficiale del Cociv inviato a Rfi, “rischia di rendere gravoso l’andamento generale dei lavori”; l’articolo – spiegano ancora i 5 stelle – parlava del rischio di chiusura dei cantieri. Gentile ha quindi rassicurato tutti annunciando un ulteriore ritardo di almeno un anno nella fine dei lavori. Il Cociv, da parte sua, ha inviato ai mass media solo poche righe per annunciare che “i lavori per la realizzazione del Terzo Valico proseguono senza alcuna interruzione. Il consorziato Salini Impregilo, socio di maggioranza del Cociv, infatti, stante la situazione di Condotte, si è temporaneamente preso carico delle esigenze del consorzio per garantire la continuità delle attività realizzative del progetto” (dal sito “77 post oggi notizie”)”. “Quali sono gli effettivi tempi di realizzazione del Terzo valico?” chiedono i firmatari dell’interrogazione

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