Decine di case inagibili e di persone fuori di casa, tante altre guardano che con preoccupazione verso il Forte ogni volta che piove ma a Gavi non si può discutere di alluvione in Consiglio comunale. Sin da luglio l’opposizione aveva sollevato il tema della sicurezza del versante del monte Moro durante la seduta dedicata al bilancio, rilevando come fosse ormai cresciuta una boscaglia dopo i lavori post alluvione 2014 e che le piante dovevano essere tagliate poiché potevano causare altre frane. Il capogruppo Mario Compareti aveva parlato di “questione di vita o di morte: servono delle ordinanze per far pulire i versanti ai proprietari”. Il vicesindaco Nicoletta Albano aveva ribattuto che “il Comune interviene sulla base di relazioni che tengono conto degli alberi. L’ufficio tecnico sensibilizzerà i proprietari sul taglio come in passato. Stiamo andando avanti a tappe con i lavori, riferiti a canali e palificazioni. Non ci dimentichiamo di Monserito”. In quell’occasione vennero messi a bilancio i circa 270 mila euro arrivati dalla Regione per l’alluvione, appaltati solo dopo il 21 ottobre per realizzare un’altra barriera a difesa di Monserito. Il 3 ottobre, quindi prima dell’alluvione, l’opposizione aveva chiesto di discutere ufficialmente l’argomento con un punto da inserire, insieme ad altri, fra i temi di una seduta del Consiglio che avrebbe dovuto svolgersi entro 20 giorni, secondo lo statuto comunale e la legge.

Fango nel rione di Monserito

La risposta però è arrivata solo l’11 novembre ed è negativa: “In seguito ai recenti eventi calamitosi si sta procedendo alla realizzazione di tutti gli interventi di somma urgenza per fronteggiare le calamità”. Punto, niente discussione né, tanto meno, una spiegazione dei lavori, in parte già avviati. Impossibile, per l’opposizione ma sopratutto per i cittadini, conoscere quali interventi sono in programma. L’opposizione si è così rivolta al prefetto Antonio Apruzzese, ricordando che al presidente del Consiglio comunale (in questo caso il sindaco) spetta solo la verifica formale della richiesta di discussione degli argomenti, se cioè i consiglieri firmatari sono un quinto del totale, e non valutare i temi proposti. Dice Mario Compareti: “Siamo di fronte a una violazione di legge, visto che c’è l’obbligo di convocare la seduta”. Nelle amministrazioni targate Albano non si ricorda un tema inserito all’ordine del giorno su proposta dell’opposizione: tutte le proposte sono state respinte, nonostante la legge. Stavolta, in una situazione così difficile per Gavi dopo l’alluvione, chissà cosa ne pensano i gaviesi.

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