A Voltaggio il gruppo di minoranza Voltaggio da vivere ha reso nota con un post su Facebook la lista che si presenterà alle prossime elezioni. Giuseppe Benasso, attuale capogruppo, sarà di nuovo il candidato sindaco. Nel 2014 aveva perso solo per dieci voti contro Michele Bisio, grazie alla presenza della terza lista La Terra, guidata da Mario Bavastro. Una situazione che potrebbe ripresentarsi il 26 maggio prossimo. Bavastro infatti sta cercando di organizzare la sua squadra che cinque anni fa ottenne 34 voti, senza ottenere nessun consigliere, un risultato comunque determinante per la vittoria della lista Fai la differenza di Bisio, prima con 245 voti. Michele Bisio ha già annunciato che intende ripresentarsi come primo cittadino ma, per ora, non ha ancora reso noti i componenti della sua squadra. Con Benasso, invece, nella lista Voltaggio da vivere, ci saranno Anna Teresa Bisio, Corrado Bisio detto “Crovi”, Maurizio Bisio (già assessore tra il 2009 e il 2014), Fabio Cavo (Consigliere di maggioranza nello stesso periodo), Maria Assunta Guido, Angelo Repetto, Lorenzo Giovanni Repetto (ex sindaco e consigliere uscente), Luigi Repetto detto “Gigio”, Mario Traverso detto “Pedro”, Lucia Vieste detta “Rive”.

L'impianto fotovoltaico installato dal Comune sul tetto della Filanda
L’impianto fotovoltaico installato dal Comune sul tetto della Filanda

Uno dei temi della campagna elettorale potrebbe essere la questione dell’impianto fotovoltaico installato dall’amministrazione guidata da Lorenzo Repetto sul tetto della Filanda, per il quale il Comune non è mai riuscito a ottenere gli incentivi statali per le energie rinnovabili poiché, come ha stabilito il Tar a dicembre, doveva essere installato su una proprietà pubblica e non privata. Nella recente assemblea pubblica organizzata dalla maggioranza per illustrare il bilancio ai cittadini, il sindaco ha spiegato che il fotovoltaico rappresenta e rappresenterà un “aggravio di costi per il Comune fino al 2034, senza alcuna copertura, a parte le tasse pagate dai cittadini. Finora sono stati spesi 91 mila euro e ottenuti dal Gse (cioè lo Stato, ndr), appena 16 mila euro. Alla fine, l’impianto provocherà ai cittadini un disavanzo di 270 mila euro, senza contare la quota smaltimento dei pannelli, per oltre 50 mila euro. Un disastro ereditato dalla passata amministrazione. Ci sarebbe da chiedere i danni a chi ha firmato gli atti. È roba da Corte dei conti”.

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