La diminuzione dei consensi alla donazione di organi post-pandemia sta creando una situazione critica in Piemonte, dove 8200 persone sono attualmente in lista d’attesa per un trapianto. Questo l’allarme lanciato oggi dai vertici regionali dell’Associazione Italiana Donatori Organi (AIDO) durante un’audizione presso la Commissione Sanità, presieduta da Luigi Icardi.
Secondo i rappresentanti dell’AIDO, Valter Mione (presidente AIDO provinciale di Torino), Fabio Arossa (vicepresidente regionale) e Claudia Contenti (segretaria provinciale), la percentuale di consensi ai trapianti è scesa dall’80% al 60% a livello nazionale e regionale. Un dato preoccupante, soprattutto tra i giovani che, al momento del rinnovo della carta d’identità, spesso non si esprimono o rifiutano la donazione per mancanza di informazioni. “C’è bisogno di organizzare meglio la comunicazione preventiva sull’argomento,” hanno sottolineato i vertici dell’AIDO. Nonostante il Piemonte ospiti uno dei centri trapianti più importanti d’Italia, la carenza di donatori sta riducendo le possibilità di trapianto in tempi brevi per migliaia di pazienti.
L’AIDO ha evidenziato la necessità di “fare rete” coinvolgendo attivamente Comuni e ASL per informare i cittadini sulle modalità di espressione del consenso, che includono il rinnovo della Carta d’Identità Elettronica (CIE), le ASL e l’App DigitalAIDO. “Dove ci sono i nostri volontari i consensi aumentano, ma non abbiamo abbastanza volontari per coprire tutto il territorio,” hanno aggiunto.
Diversi consiglieri regionali, tra cui Silvio Magliano (Lista Cirio), Monica Canalis e Daniele Valle (Pd), Davide Zappalà e Silvia Raiteri (Fdi) e Sarah Disabato (M5s), sono intervenuti ponendo domande e suggerendo un maggiore coinvolgimento dei Comuni attraverso l’ANCI, per rafforzare la campagna di sensibilizzazione e invertire la tendenza negativa delle donazioni.








