Non c’è stata unanimità nel Consiglio comunale di Gavi sul conferimento della cittadinanza onoraria al vescovo emerito di Genova, Angelo Bagnasco. Il riconoscimento gli verrà conferito oggi, 14 giugno, al termine della processione dell’Ottava del Corpus domini organizzata dalla confraternita dei Bianchi.
Bagnasco, 83 anni, noto per le sue posizioni conservatrici, è stato arcivescovo del capoluogo ligure e presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei), cioè il “capo” dei vescovi, e quest’anno festeggia i 60 anni di sacerdozio. L’amministrazione comunale che si è insediata venerdì con la prima seduta del Consiglio comunale post elezioni, insieme al parroco, Don Alvise Leidi, ha deciso di ringraziare il cardinale Bagnasco “per quanto ha fatto per Gavi e il nostro territorio, al quale ha sempre mostrato vicinanza”.
Ecco il documento letto dall’assessore Gianluca Griffò: “Il Consiglio comunale conferisce al cardinale Bagnasco la cittadinanza onoraria per esprimere profonda gratitudine per il suo luminoso ministero episcopale, per la paterna vicinanza dimostrata negli anni e per la testimonianza di fede, sapienza e carità che ha arricchito la chiesa e il nostro territorio. La sua presenza sempre discreta e attenta è stata per noi un punto di riferimento spirituale e morale. Il suo magistero coraggioso ha illuminato il cammino di tante persone, offrendo parole di verità, consolazione e speranza. Oggi Gavi la accoglie come uno dei suoi figli, con rispetto e affetto, consapevole che questo gesto non è solo un riconoscimento formale ma è il segno di un legame che unisce nostra comunità alla sua persona. Desideriamo affidare alla memoria del tempo il valore della sua presenza tra noi e il segno del bene che ha seminato. Con deferente stima, il sindaco di Gavi, Carlo Massa”
L’unico a non votare a favore della cittadinanza onoraria a Bagnasco è stato il consigliere Lorenzo Rabbia, che ha motivato così la sua astensione: “Desidero ringraziare l’arcivescovo Angelo Bagnasco per il suo contributo alla nostra comunità, in particolare per la fondazione dell’asilo nido, fondamentale per le nostre famiglie. D’altra parte, credo che la cittadinanza onoraria sia un’onorificenza che va oltre la gratitudine: eleva una persona a simbolo, a esempio per la nostra comunità.
Negli anni scorsi Bagnasco ha preso pubblicamente posizioni che ritengo incompatibili con i valori di inclusione che dovrebbero caratterizzare la nostra comunità, in particolare contro le persone non eterosessuali. In diverse occasioni ha definito le nozze omosessuali un “vulnus grave alla famiglia” che ci portano vicini al baratro della dimenticanza delle nostre radici cristiane. Per queste dichiarazioni era stato oggetto di critica da buona parte del Parlamento Europeo. Io penso che Gavi debba promuovere l’amore come valore universale, fondamento della realizzazione della persona e della vita civile di una comunità.
So bene che il giudizio sulle idee di monsignor Angelo Bagnasco non possa limitarsi a queste poche righe, ma penso altresì che Gavi abbia bisogno di esempi che possano guidarci verso valori di uguaglianza, inclusione e rispetto della dignità di ogni persona: nessun cittadino di Gavi deve sentirsi messo ai margini, nessuno è un vulnus per la nostra comunità. Per tali ragioni, pur riconoscendo il valore del contributo offerto al nostro paese, non ritengo di poter esprimere un voto pienamente favorevole a questo conferimento e pertanto mi asterrò”








