A oltre un mese dalla scadenza del bando per la presidenza della Aree protette dell’Appennino Piemontese la Regione non rende noto neppure il numero dei candidati. La mancanza di trasparenza contraddistingue ormai da tempo l’iter avviato quasi un anno fa e oggi incredibilmente non ancora concluso, tra nomi di candidati annunciati dalla Regione stessa e mai resi noti e cavilli per riaprire il bando ad agosto pur di non accettare il nome indicato all’unanimità dai sindaci, cioè Gianni Repetto. L’unica risposta che arriva da Torino è che “a breve saranno convocate le Comunità dei parchi per il ricevimento dell’intesa sulla nomina del presidente. L’istruttoria del bando quindi è ancora in essere”.
La Comunità delle Aree protette è stata infatti convocata per domani, 6 ottobre, alle 18, a Bosio, nella sede dell’ente, proprio per indicare alla Regione il nominativo per la presidenza.
L’ente di Bosio è commissariato da gennaio con l’ex presidente Danilo Repetto. Ad agosto il sindaco di Bosio, Domenico Merlo, aveva sollecitato sindaci e i presidenti delle Unioni montane “a indicare alla Regione il nominativo del candidato alla presidenza in tempi stretti. Ciò al fine di evitare inutili ritardi ed eventuali ricorsi che sarebbero solo dannosi per il territorio”, ricordando che il 16 giugno era stata raggiunta l’intesa su Gianni Repetto quale candidato alla presidenza. Merlo aveva inoltre chiesto alla Regione di trasmettere “i nominativi dei candidati ed il loro curriculum vitae”. Proposta simile anche dal circolo Ovadese di Legambiente più di recente per evitare che la scelta del nome del futuro presidente “sia calata dall’alto senza competenze e conoscenza del territorio”.
Sulla situazione delle Aree protette interviene anche il consigliere regionale Pasquale Coluccio (M5s): “La nomina del presidente non è ancora stata definita. Ho presentato una richiesta formale alla V Commissione Consiliare del Consiglio Regionale del Piemonte per convocare in audizione i sindaci e l’Assessore regionale competente.
Dopo il primo bando, scaduto il 18 novembre 2024, e la successiva riapertura dei termini dal 7 al 25 agosto 2025, ad oggi il Parco è ancora oggi privo di una guida stabile.
Ritengo che questa situazione stia compromettendo la governance, la rappresentanza e la capacità operativa dell’ente, con effetti negativi sulla vita delle comunità locali e sulle prospettive di sviluppo del territorio.
Per questo ho chiesto che la V Commissione convochi i Sindaci e l’Assessore regionale competente, così da raccogliere valutazioni, relative proposte, chiarire lo stato della procedura di nomina e i tempi previsti per la sua conclusione.
Il Parco dell’Appennino Piemontese – conclude – è un patrimonio di tutti, rappresenta tutela ambientale, opportunità di sviluppo e valorizzazione delle comunità locali. Non possiamo permettere che resti ancora senza una guida autorevole e rappresentativa”.








