Avanti tutta sul deposito delle scorie nucleari: sito idoneo entro il 2029

Nel territorio alessandrino restano papabili i Comuni di Bosco Marengo, Novi Ligure, Alessandria, Oviglio, Quargnento, Castelnuovo Bormida, Sezzadio, Fubine Monferrato e Quargnento

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Uno striscione esposto a Bosco Marengo contro la costruzione del deposito sul territorio comunale.

Entro il 2029 Sogin intende concludere l’iter per individuare il sito per il deposito nazionale delle scorie nucleari. La Sogin, incaricata della realizzazione dallo Stato, è stata ascoltata la scorsa settimana nella Commissione Ambiente del Consiglio regionale su richiesta dei consiglieri 5 Stelle. Il rischio di vedere sorgere l’enorme impianto sul territorio alessandrino è più che mai concreto. “Occuperà un’area di 110 ettari (più 40 per il Parco tecnologico annesso) – ha detto Annafrancesca Mariani, direttrice Sogin – e permetterà di sistemare per i prossimi 300 anni i rifiuti radioattivi, oggi stoccati in decine di depositi temporanei. Servirà per sistemare in via definitiva 84mila metri cubi di rifiuti radioattivi a molto bassa e bassa attività e a stoccare temporaneamente 14mila metri cubi di rifiuti a media e alta attività, in attesa della disponibilità del deposito geologico di profondità, per la loro sistemazione definitiva. La realizzazione del Deposito costerà 1,5 miliardi e la sua costruzione genererà più di 4mila posti di lavoro”. L’iter di localizzazione del sito si concluderà nel 2029 con l’autorizzazione a realizzare l’impianto, che dovrà essere attivato entro il 2039.

In tutta Italia sono considerati idonei 51 siti: 2 in Sicilia, 8 in Sardegna, 15 tra Puglia e Basilicata, 21 nel Lazio e 5 in Piemonte, cioè quelli previsti in provincia di Alessandria. Sono AL-1 tra Bosco Marengo e Novi Ligure, AL-3 tra Alessandria e Oviglio, AL-8 tra Alessandria e Quargnento, AL-13 fra Castelnuovo Bormida e Sezzadio e AL-14 tra Fubine Monferrato e Quargnento, ora inseriti nella fase di valutazione ambientale strategica (Vas) in corso da parte di Sogin, utile a far emergere le eventuali problematiche di ogni sito.

Nessuna retromarcia sul deposito nazionale, rispetto a quanto aveva detto in primavera il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, con conseguenti dichiarazioni favorevoli da parte di alcuni sindaci alessandrini. Il progetto va avanti e le tante criticità indicate per i siti alessandrini, a cominciare dalla presenza della falda acquifera profonda, finora non sono state ascoltate. 

Secondo il consigliere regionale Pasquale Coluccio (M5s) , “il deposito è un progetto che interesserà un’area grande come 200 campi da calcio. Siamo anche preoccupati per le questioni legate al trasporto dei rifiuti radioattivi. Condividiamo l’esigenza di avere un Deposito nazionale ma in Piemonte non esiste un luogo idoneo”.