Il 16 giugno scorso i sindaci hanno indicato all’unanimità il nome del nuovo presidente delle Aree protette dell’Appennino Piemontese nella figura di Gianni Repetto, già alla guida del Parco Capanne di Marcarolo tra il 2001 e il 2011, scelto proprio per i risultati positivi di quella sua esperienza, fondamentale per avviare l’ente dopo circa 20 anni di inattività o quasi. L’ultima parola spetta alla Regione, precisamente al presidente Alberto Cirio, che infatti sabato scorso ha nominato 5 presidenti di altrettante Aree protette piemontesi, cioè Parchi Reali, Alpi marittime, Monviso, Ossola e Po Piemontese ma fra queste non figura quello dell’ente che ha sede a Bosio, nonostante l’indicazione unanime dal territorio. A Bosio c’è chi esprime “preoccupazione per il comportamento della Regione”: sono i soci dell’Istituto giovanile San Giovanni Bosco, gestore per conto dei bosiesi dell’ex asilo divenuto sede delle Aree protette dell’Appennino Piemontese. “Ci chiediamo – spiegano i soci – quale sia il motivo della mancata nomina del presidente delle Aree protette. Repetto è stato indicato all’unanimità dai sindaci dopo un confronto con gli altri candidati e tutti hanno poi deciso di appoggiare il suo nome. La Regione ha nominato altri 5 presidenti e il 15 luglio scade il termine per la nomina di tutti gli altri: perché per Bosio non c’è ancora la nomina ufficiale? Vorremo sapere il motivo visto che il territorio, che merita rispetto, si è già espresso“. Le Aree protette dal 15 gennaio sono guidate dal commissario Danilo Repetto, presidente uscente.
Da Torino, al momento, spiegano solo che per le Aree protette dell’Appennino Piemontese e per altri Parchi “è ancora in corso un confronto politico sulle nomine“. Ci si chiede però quale confronto sia necessario per l’ente alessandrino vista l’indicazione dei sindaci. La nomina del presidente delle Aree protette del Po Piemontese ha infatti destato polemiche: la scelta dell’alessandrino Alessio Abinante, uomo di Fratelli d’Italia ma soprattutto presidente di un’associazione di cacciatori, è stata contestata da più parti.








