Nello stabilimento della Bioland di Casal Cermelli, in parte andato a fuoco il 18 dicembre scorso, i vigili del fuoco aveva scoperto criticità già a marzo di quest’anno.
L’impianto di trattamento rifiuti aveva ottenuto l’autorizzazione integrata ambientale esattamente dieci anni fa, nel dicembre del 2015. La proprietà nel 2023 si era vista respingere dalla Provincia la richiesta di ampliare l’attività aumentando da 126mila a 180mila tonnellate annue il materiale trattato con cui produrre energia elettrica con un biodigestore. L’impianto avrebbe avuto una capacità incrementata del 43% rispetto al permesso ottenuto nel 2016 dalla Provincia e dal Comune. Bioland poteva trattare anche scorie e ceneri e rifiuti metallici, elettrici e di veicoli. Un’attività che in passato aveva già creato problemi di carattere ambientale poiché l’azienda non aveva rispettato le prescrizioni imposte dalla Provincia.
Una situazione che si è ripetuta anche quest’anno, tanto che la Provincia, dopo l’intervento dei vigili del fuoco a marzo, aveva diffidato la proprietà imponendo il rispetto delle prescrizioni. Un atto ribadito a giugno in seguito a un’ulteriore relazione del vigili del fuoco con conseguente sospensione dell’attività di ricezione dei rifiuti. La Bioland ha quindi fermato l’attività a luglio e il mese successivo la Provincia avviava il procedimento di revoca dell’autorizzazione integrata ambientale. A settembre, però, la proprietà aveva chiesto di sospendere la revoca con motivazioni che la Provincia aveva ritenuto “plausibili”, sospensione valida fino al 15 dicembre 2025. La proprietà si era intanto rivolta al tribunale di Alessandria per chiedere di sospendere il provvedimento della Provincia e l’udienza era stata fissata per il 14 gennaio 2026. Così, la Provincia ha sospeso la procedura.
Poi, il 18 dicembre, l’incendio, scoppiato in un capannone di circa 3mila metri quadrati, spento in quattro giorni con un’emissione di fumi e odori che, stando alle rilevazioni dell’Arpa, non ha causato danni di carattere ambientale ma ha creato timori nella popolazione fino ad Alessandria.
La Provincia, il 23 dicembre, emanava una nuova diffida alla Bioland poiché sempre i vigili del fuoco hanno rilevato “una situazione impiantistica difforme” e difformità rispetto alle precedenti diffide rispetto “allo smaltimento dei rifiuti in eccesso presenti e non autorizzati”
Nella diffida si impone all’azienda di “ridurre il materiale combustibile ancora presente nel capannone e di creare dei corridoi taglia fuoco all’interno del materiale ancora stoccato al fine di limitare la propagazione di un eventuale incendio”. Inoltre, di rimuovere i rifiuti stoccati nei piazzali esterni a seguito delle operazioni di spegnimento dell’incendio e all’interno del capannone ed avviarli a smaltimento.
Infine, la Bioland dovrà depositare una nuova fideiussione poiché la precedente è scaduta.








