Due ostacoli, per ora, si parano di fronte al piano straordinario di abbattimento da mille caprioli. Il primo è la mobilitazione delle associazioni animaliste, l’altro è la normativa che impedisce ai cacciatori di prendere parte agli abbattimenti. La petizione lanciata dal rifugio Miletta di Agrate Conturbia (Novara) contro il piano, per ora solo proposto dalla Provincia, sfiora le 70 mila adesioni. L’iniziativa, lanciata sul sito change.org il 24 ottobre, in pochi giorni aveva superato le 10 mila firme e sta proseguendo nella raccolta di firme. Il rifugio Miletta ha chiesto alla Provincia di avere accesso agli atti che hanno portato alla redazione del documento e di poter partecipare all’iter di approvazione. L’associazione su Facebook annuncia di aver “coinvolto un team di etologi esperti in fauna selvatica che formulerà la soluzione più adatta a salvaguardare sia gli animali che le coltivazioni degli imprenditori agricoli. Ci opporremo anche all’abbattimento di un solo capriolo. Abbiamo inoltre chiesto alla Provincia quali tentativi sono stati fatti per contenere i caprioli attraverso i “metodi ecologici”, come indicato dalla legge”.

Danni ai vigneti causati dagli ungulati

Il piano attende il parere dell’Ispra, l’istituto del governo che si occupa della protezione e della ricerca ambientale, ed è stato ritenuto necessario dall’amministrazione provinciale dopo aver ascoltato le associazioni agricole. Nel 2017 i danni alle coltivazioni, in particolare l’uva, causati da caprioli e cinghiali, sono stati ingenti. Fra i viticoltori c’è chi ha lamentato danni per 40 mila euro senza speranza di essere risarcito dallo Stato e i piani di abbattimento che ogni anno vengono messi in pratica dagli Ambiti territoriali di caccia (Atc) si sono rivelati non efficaci per gli ungulati.

C’è poi la questione legale. Come già evidenziato dal senatore Federico Fornaro in un’interrogazione (per ora senza risposta) rivolta al ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina, la normativa nazionale va modificata poiché impone che a prendere parte ai piani di controllo dei caprioli (ma non dei cinghiali) siano solo le guardie venatorie provinciali, i vigili urbani e i proprietari di terreni agricoli in possesso del porto d’armi. Non i cacciatori, a meno che non abbiano seguito dei corsi di formazione che permetta solo di praticare la caccia di selezione nelle aree protette, diventando così dei selecontrollori. Quindi mancherebbe il personale per attuare il piano. La questione è stata affrontata, ma solo in parte, durante l’incontro di ieri, lunedì, ad Alessandria, tra Provincia, Regione, associazioni agricole e venatorie e Atc (Ambiti territoriali di caccia) per fare il punto della situazione sui danni causati dalla fauna selvatica. “Indubbiamente – spiega Claudio Coffano, dirigente della Provincia a oggi il piano sarebbe difficilmente attuabile”. Coffano precisa che il piano prevede abbattimenti solo nelle zone di ripopolamento e cattura (zrc), le aree destinate a incrementare la riproduzione naturale delle specie selvatiche da immettere poi nelle zone di caccia libera. In totale, le zrc corrispondono al 22% dell’intera provincia. Su tutto il resto del territorio provinciale andranno avanti i piani già messi in atto dagli Atc.

3 COMMENTI

  1. Buona sera, grazie di cuore al rifugio Miletta di Agrate Conturbia (Novara) contro il piano. Spero che il team di etologi in fauna selvatica che formuleranno una soluzione non solo teorica, ma anche pratica a salvaguardare sia gli animali che le coltivazioni degli imprenditori agricoli. Nella problematica delle vigne vedrei una facile risoluzione come recintare il luogo.
    Quando ho letto dell’abbattimenti che ogni anno vengono messi in pratica dagli Ambiti territoriali di caccia (Atc) non ero al mio agio per l’immaginazione del sangue e vittime della morte.

    Non capisco come i proprietari di terreni agricoli possono avere l’arma. Finche’ ci saranno armi e cose di questo tipo tante cose saranno gestite in modo incoretto verso le creature quelle piu’ fragili e senza possibilita’ di difendersi che maggiormente sono proprio i caprioli (l’orso gia’ sa come diffendersi, ma contro l’arma purtroppo neanche un cinghiali soppravive 🙁 ). Brutto.