Durerà ancora circa una settimana il senso unico alternato riallestito lungo la strada 160 a Carrosio, nello stesso tratto dove in una decina d’anni, un record, il Cociv ha allargato, per conto della Provincia, la provinciale movimentando rocce contenenti amianto sia verso la collina sia verso il torrente Lemme, dove è stata sistemata la frana caduta nel 2019. Un intervento concluso la scorsa primavera, dopo varie modifiche al progetto e sostituzioni delle imprese.
Ora i semafori per il senso unico alternato sono di nuovo presenti per consentire l’istallazione delle barriere verso il Lemme, dove finora c’erano dei new jersey in cemento. Il sindaco Corrado Guglielmino sostiene che il cantiere dovrebbe durare ancora una settimana.
Intanto, da marzo il consigliere regionale Pasquale Coluccio attende risposte dalla Regione proprio sul cantiere della 160 a Carrosio, in particolare sui costi sostenuti dal Cociv, che ha utilizzato fondi pubblici come per l’intera opera del Terzo valico. L’esponente dei 5 Stelle, nell’interrogazione depositata ormai da quasi quattro mesi, ricordava “l’abnorme scostamento tra tempi programmati e tempi effettivi di realizzazione“. Per circa dieci anni, “i residenti, i lavoratori, le attività economiche e più in generale gli utenti della Val Lemme hanno dovuto convivere con una viabilità condizionata dal cantiere e dal senso unico alternato, con conseguenti rallentamenti, disagi quotidiani, minore fluidità della circolazione e un perdurante stato di incertezza sulla reale conclusione dell’opera. Un ritardo – aggiunge – così ingente non può che avere avuto un impatto anche sul lato dei costi”. Coluccio ha quindi chiesto alla giunta regionale “quali erano i costi previsti per la realizzazione dell’opera alla data di avvio lavori e quali sono stati i costi sostenuti“. Finora, dal presidente Cirio e dagli assessori, nessuna risposta.








