“Dal 18 aprile, data in cui abbiamo appreso – solo tramite la stampa – della chiusura della RSA Trucco di Novi Ligure a seguito del provvedimento dei NAS, CSE SANITÀ si è immediatamente attivata, chiedendo con forza chiarimenti alla proprietà e tutelando fin da subito i lavoratori”. Lo ricorda Stefania Gallo, esponente del sindacato.
“Nonostante le rassicurazioni iniziali, la realtà è che ad oggi gli stipendi dei mesi di maggio, giugno e luglio 2025 non sono stati ancora corrisposti.
Non esiste alcuna comunicazione ufficiale sulla data di riapertura della struttura o sulla sorte occupazionale del personale, lasciando le lavoratrici e i lavoratori in una condizione di totale incertezza economica e professionale”, aggiunge.
“A fronte di questo, CGIL, CISL e UIL mantengono un silenzio stampa totale, senza prendere posizione e senza difendere i lavoratori. Come CSE SANITÀ, abbiamo già avviato azioni legali mirate, tra cui ricorsi per decreto ingiuntivo per il recupero delle retribuzioni arretrate e ulteriori iniziative in preparazione.
Ricordiamo che il pagamento regolare della retribuzione è un diritto costituzionalmente garantito (artt. 36 e 39 Cost.) e che il suo mancato versamento costituisce una violazione grave, come riconosciuto dalla Corte Costituzionale (sent. n. 1/2000)”, dice Gallo.
Il sindacato chiede:
“il pagamento immediato di tutte le mensilità arretrate; la convocazione urgente di un tavolo di confronto con la proprietà per chiarire tempi e modalità della riapertura e garantire la continuità occupazionale. In assenza di riscontri concreti e immediati, proseguiremo senza esitazione con tutte le azioni sindacali e legali utili alla tutela delle lavoratrici e dei lavoratori della Casa di Cura Trucco”, conclude Gallo.








