La Rsa di Gavi

Asl e Regione si sono mosse in ritardo rispetto alle problematiche della casa di riposo di Gavi. Ieri, 10 dicembre, in Consiglio regionale è stata discussa la vicenda della Rsa gaviese grazie a un’interrogazione presentata dal consigliere Pasquale Coluccio (5 Stelle). La struttura ospita 35 anziani su 58 posti disponibili e dà lavoro a 35 persone dipendenti della cooperativa Codess sociale. Quest’ultima il 27 novembre ha annunciato ai sindacati che dal 1° gennaio lascerà la Rsa poichè, in sostanza, devono essere eseguiti lavori relativi alla sicurezza per 200mila euro di cui l’Asl non vuole farsi carico. Per evitare la chiusura della casa di riposo l’azienda sanitaria ha pubblicato un bando per sei mesi ma solo per 24 posti letto.

Una scelta con la quale, ha spiegato l’assessore regionale Gian Luca Vignale, si vuole “garantire almeno la parziale continuità del servizio. Seguirà la predisposizione di un bando di gara per l’affidamento pluriennale della struttura che contempli anche l’esecuzione dei lavori di manutenzione necessari a riportare a 58 gli ospiti della Rsa”.

L’annunciata chiusura, spiega Coluccio, “ha suscitato gravi preoccupazioni tra i dipendenti e tra gli anziani e le loro famiglie. Alla base della volontà di non proseguire nella gestione vi sarebbe la necessità di svolgere alcuni importanti interventi di manutenzione per il rispetto della normativa sulla prevenzione antincendio, interventi quantificati in circa 200mila euro dai sindacati. Durante un primo incontro in prefettura si è prospettata l’ipotesi di ridurre temporaneamente i posti letto da 58 a 24, così da evitare la chiusura e cercare nel mentre di rilanciare l’Rsa con un nuovo bando. La manifestazione di interesse si chiuderà il 20 dicembre. Il 23 dicembre si terrà un secondo incontro in prefettura, durante il quale si definirà il futuro della casa di riposo“.

Preoccupa, aggiunge il consigliere, “non aver ricevuto alcuna risposta per quanto riguarda i circa 10 anziani, su un totale di 35 attualmente ospitati, che dovranno essere ricollocati per la riduzione dei posti letto. Nessuna garanzia, inoltre, per i dipendenti della cooperativa, che hanno già ricevuto le lettere di trasferimento. Di certo – conclude – Asl e Regione non hanno brillato per tempestività nel rilevare le criticità della struttura, criticità a cui si sarebbe potuto rispondere in maniera adeguata con una maggiore capacità di programmazione e gestione, così da prevenire questa emergenza”.