Nel comunicato ufficiale di insediamento come presidente delle Aree protette dell’Appennino Piemontese Paolo Caviglia evidenzia “come la mia solida esperienza amministrativa sarà messa al servizio di una gestione partecipata, volta a fare sintesi tra le diverse esigenze del territorio. Chi mi conosce sa che il mio carattere non è rancoroso e che non sono avvezzo a sigilli politici: porto con me la mia storia di amministratore, mettendo la politica alle spalle per dare il mio contributo e ottenere, attraverso il massimo impegno e la collaborazione di tutti, risultati tangibili in tempi brevi”. Nulla, invece, sulla sua mancata competenza sul tema parchi, come dallo stesso Caviglia affermato in occasione della prima seduta del nuovo consiglio delle Aree protette (Paolo Caviglia: “Non so nulla di parchi ma mi impegnerò con il territorio”).
Sull’argomento interviene Pasquale Coluccio, consigliere regionale in quota 5 Stelle: “Ci sarebbe da ridere, se non ci fosse da piangere, nel leggere le dichiarazioni rilasciate dal neo presidente delle Aree protette dell’Appennino Piemontese che nei giorni scorsi, in occasione del suo insediamento: ha affermato di non saperne nulla di parchi. Alle volte la realtà è più comica di una commedia.
Il nome, manco a dirlo, è stato calato dall’alto dal Centrodestra regionale che, dopo aver perso quasi un anno, ha nominato Caviglia al termine di una procedura che prevedeva la valutazione del curriculum dei candidati”. Fra i candidati, almeno due avevano esperienze precedenti alla guida di parchi.
“Tutto ciò – aggiunge – fregandosene completamente della voce del territorio, che in più occasioni ha ribadito la necessità di confermare l’ex presidente Gianni Repetto alla guida dell’ente, al contempo rinnovando la fiducia nella figura di Marco Moro.
Dopo tutti questi mesi di paralisi, causata dalla volontà del Centrodestra di ignorare gli amministratori locali, una nomina di questo tipo è veramente il colmo. Auspichiamo, almeno, che Caviglia rispetti le promesse fatte sulla volontà di collaborare con i sindaci ed il territorio per gestire al meglio l’ente”.








