Quale sarà il futuro del Centro di documentazione della Benedicta? Venerdì, a Lerma, il consigliere regionale Domenico Ravetti (Pd) si è detto preoccupato più della futura gestione che della conclusione dei lavori dell’edificio realizzato dalla Provincia, con fondi regionali, a Capanne di Marcarolo (Bosio). A oggi, infatti, non risulta sottoscritta la convenzione prevista tra tutti gli enti. Una questione sulla quale, a oggi, Provincia e Regione non chiariscono, limitandosi a ad affermare che “l’obiettivo comune è consegnare alla comunità un luogo pienamente valorizzato, capace di parlare alle nuove generazioni e di rafforzare il legame tra memoria, cultura e territorio”.

Sulle gestione i consiglieri provinciali di opposizione, con il consigliere Francesco Gentiluomo, dicono: “Dalla documentazione disponibile risulta approvato lo schema di Protocollo d’intesa con Deliberazione della Giunta Regionale del 29 dicembre 2021, ma non risulta agli atti la copia sottoscritta dalle parti. Se davvero non è mai stato firmato, è un problema enorme: perché significa che la ripartizione di impegni e responsabilità resta sulla carta. Se invece è stato firmato, lo si produca e si chiarisca chi deve fare cosa, in particolare su manutenzioni, utenze e gestione operativa”, prosegue Gentiluomo.

Gli stessi consiglieri hanno presentato un’interrogazione al presidente della Provincia, Luigi Benzi per avere chiarimenti si lavori, collaudi, agibilità, allestimento multimediale e, soprattutto, proprio sul modello di gestione.
“Stiamo parlando di un luogo simbolo della memoria antifascista, non di un cantiere qualsiasi. Eppure da troppo tempo si procede per rinvii, informazioni parziali e responsabilità che rimbalzano tra enti. Con questa interrogazione chiediamo di dire la verità ai cittadini, nero su bianco, con atti, scadenze e un cronoprogramma aggiornato”, dichiara Gentiluomo.
L’interrogazione chiede alla Provincia di chiarire in modo dettagliato: a che punto sono i lavori e quali attività mancano ancora; se i collaudi statici e tecnico-funzionali siano stati consegnati e con quali tempistiche; come si sta procedendo su accatastamento e agibilità; cosa manca per completare l’allestimento multimediale e con quali risorse.
Il gruppo Uniti per la Provincia chiede infine un impegno formale alla trasparenza: pubblicazione periodica di atti quali stato avanzamento Lavori, atti, pagamenti e scadenze, fino all’apertura effettiva del Centro. “Non basta dire ‘siamo quasi alla fine’. Serve una data obiettivo di apertura, distinguendo tra apertura simbolica e piena operatività, con orari, personale, servizi, manutenzioni e programmazione didattica. La memoria si onora con i fatti, non con le conferenze stampa”, conclude Gentiluomo.

Il Centro di documentazione finora è costato 1,9 milioni di euro. La legge istitutiva risale al 2006 e il cantiere è stato aperto nel 2011, 15 anni fa.