L’Unione montana Dal Tobbio al Colma, o almeno, per adesso, il suo presidente, Pino Coco, vuole mettere in vendita la cantina di montagna di Lerma. Sarebbe il finale in qualche modo previsto di un’operazione iniziata nel 2002 con l’apertura della struttura da parte della Comunità montana Alta Val Lemme Alto Ovadese e chiusa con il fallimento nel 2019 decretato dal giudice della Alto Monferrato Ovadese s.c.r.l, la società titolare della struttura di cui facevano parte l’Unione montana dal Tobbio al Colma (63%), subentrata alla Comunità montana, e i Comuni di Lerma (10%), Tagliolo (10%), Casaleggio Boiro (5%), Mornese, Carrosio (2%), Bosio (1%), Fraconalto (1%) e Voltaggio (1%). La decisione del giudice era arrivata dopo che molti produttori di uve non avevano ricevuto i pagamenti delle uve conferite. Tutto il contrario della valorizzazione della viticoltura locale, obiettivo del progetto. C’erano debiti anche con l’Agenzia delle Entrate e il curatore fallimentare ha venduto anche le attrezzature per la vinificazione. La costruzione era costata circa un milione di euro di fondi pubblici.
L’ultimo tentativo, gestito in maniera discutibile dall’Unione, è stato l’avviso per la ricerca di un nuovo gestore del 2023. La proposta del produttore Alfredo Dabove, titolare della Tenuta dei Baldi di Casaleggio Boiro, di attivare la produzione di spumante con il vitigno Alta Langa non è stata alla fine accolta.
Adesso l’Unione è in rosso per oltre 100mila euro soprattutto per le quote dello scuolabus non pagate dai Comuni e il presidente Coco vuole rimettere in sesto il bilancio anche con la vendita della cantina, da anni in abbandono e ormai fatiscente, a rischio di diventare un debito sempre più grande per l’ente. La parola ora passerà alla giunta, al Consiglio e ai sindaci.








