Il futuro dello stabilimento ex Ilva di Novi Ligure si tinge di tinte sempre più fosche, e la politica locale decide di rompere gli indugi. Di fronte a uno stato di incertezza che si trascina ormai da mesi, il Sindaco Rocchino Muliere è intervenuto oggi con durezza per chiedere risposte immediate e concrete a tutela del polo industriale e dei suoi lavoratori. L’affondo del primo cittadino sposa appieno le preoccupazioni già sollevate dalle sigle sindacali. Al centro della crisi c’è il ricorso alla cassa integrazione a rotazione che sta colpendo oltre 150 dipendenti del sito novese, un ammortizzatore sociale che pesa come un macigno sulla tenuta economica e sociale dell’intero territorio.
Muliere non usa giri di parole e punta il dito direttamente contro Roma, lamentando un silenzio istituzionale non più tollerabile: «La situazione di stallo si trascina ormai da troppo tempo. Questo immobilismo fa ricadere l’intero peso dell’incertezza sul futuro dei lavoratori e delle loro famiglie, delineando un quadro che si complica ulteriormente con il passare dei giorni. È necessario che il Governo si assuma le proprie responsabilità, adottando decisioni chiare e definitive».
A esacerbare gli animi c’è anche un totale corto circuito comunicativo. Secondo Muliere, i sindaci e le amministrazioni locali sarebbero stati lasciati “al buio”, privati delle informazioni minime necessarie per poter gestire l’impatto sociale della crisi all’interno delle proprie comunità. Per sbloccare l’impasse, il Sindaco di Novi Ligure ha deciso di passare alle vie formali, accogliendo la piattaforma di protesta dei sindacati. L’obiettivo immediato è l’apertura di un confronto istituzionale a Torino: è stata infatti sollecitata ufficialmente la convocazione del tavolo di crisi regionale. «Restiamo in attesa di risposte concrete e non più differibili», ha concluso perentorio Muliere, ribadendo che l’Amministrazione comunale e i lavoratori non sono disposti a fare passi indietro quando in gioco ci sono «la dignità del lavoro e il futuro industriale della città». La palla passa ora alla Regione e al Ministero, da cui si attendono i primi segnali di apertura.








